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E-commerce Manager e Miglioramento delle Performance – Piccoli o Grandi Cambiamenti?

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Il Ruolo del Cambiamento nel Miglioramento delle Performance L’Approccio del Miglioramento Incrementale Applicare i Principi di Cambiamento Incrementale nell’E-commerce Il Coaching Come Strumento di Sviluppo per l’E-commerce Manager Questo articolo ti è utile se Domande Guida 3 Consigli da applicare subito Il Ruolo del Cambiamento nel Miglioramento delle Performance Uno dei vantaggi principali del coaching rispetto alla consulenza tradizionale è il focus sul cambiamento.  I risultati futuri sono veri e propri obiettivi verso cui tendere, rappresentando una meta che il coach, il quale può essere considerato una sorta di consulente, sprona il cliente (o coachee) a raggiungere.  Nell’ambito dell’e-commerce, il cliente potrebbe essere l’e-commerce manager o l’imprenditore, figure che possono trarre enormi benefici da sessioni di business coaching mirate al settore. Il cambiamento è spesso fonte di paura, sia per singole persone che per team di qualsiasi dimensione. La tendenza naturale è quella di mantenere lo status quo, soprattutto quando alcune delle performance attuali sono già positive.  Se un e-commerce vende, c’è il timore che cambiare qualcosa possa compromettere i risultati ottenuti, oltre al fatto che il cambiamento può causare stress tra coloro che sono coinvolti nei processi.  È importante ricordare, però, che non tutti i cambiamenti devono essere drastici o avere un impatto immediato e rilevante. L’Approccio del Miglioramento Incrementale Gli esperti di C.R.O. (Conversion Rate Optimization) e i consulenti di UX/UI sono noti per l’uso estensivo di test A/B, un metodo che consente di apportare piccoli cambiamenti e testare costantemente i risultati.  Autori e consulenti contemporanei hanno fatto del “miglioramento dell’1%” il loro mantra, dimostrando che grandi risultati possono essere raggiunti non necessariamente attraverso cambiamenti radicali, ma modificando un piccolo aspetto alla volta. Immagina una persona che torna a correre dopo un lungo infortunio.  All’inizio non può riprendere subito l’attività fisica intensa, ma deve cominciare gradualmente, camminando per brevi periodi, fino a riprendere pian piano a correre.  La stessa logica si applica al miglioramento di un e-commerce: attraverso piccoli aggiustamenti costanti, si può arrivare a migliorare significativamente le performance complessive. Questa è la filosofia alla base dei “Marginal Gains”, ovvero piccoli miglioramenti incrementali che, combinati tra loro, portano a progressi notevoli.  Tale approccio è sostenibile e crea un meccanismo di miglioramento continuo, cui individui e organizzazioni riescono ad adattarsi più facilmente rispetto a cambiamenti radicali. Applicare i Principi di Cambiamento Incrementale nell’E-commerce Per traslare questo concetto al mondo dell’e-commerce, è necessario collegarlo al coaching, che come abbiamo visto si focalizza sul cambiamento e sul raggiungimento di prestazioni future.  Gli obiettivi ben definiti, che devono rispettare specifici criteri, sono strettamente legati ai fattori di successo economico. Uno degli indicatori chiave di performance (KPI) più rilevanti nel contesto dell’e-commerce è il tasso di conversione, che misura la capacità di un sito di trasformare le visite in vendite, e quindi generare fatturato e profitto. Il tasso di conversione dipende da numerosi fattori, ognuno dei quali può essere migliorato singolarmente.  Anche un piccolo cambiamento, se sommato agli altri, può avere un impatto significativo sulle performance generali. Inoltre, il tasso di conversione va valutato rispetto al numero totale di visite. Quando il traffico aumenta, anche piccole modifiche possono generare grandi risultati.  Un altro aspetto cruciale è la riduzione dei costi operativi, come ad esempio quelli legati alla logistica, che in alcuni casi può rappresentare fino al 25% delle spese totali.  Un esempio pratico è l’uso di una macchina trinciacartone per riutilizzare l’imballaggio in ingresso, che può tradursi in un risparmio a lungo termine. Il Coaching Come Strumento di Sviluppo per l’E-commerce Manager Il ruolo del coach, lavorando a stretto contatto con e-commerce manager e imprenditori, si articola principalmente su quattro pilastri: Strategia di lungo termine: il coach aiuta a identificare piccole modifiche che, nel medio e lungo termine, apportano numerosi benefici. L’accento non viene posto su cambiamenti drastici, ma su continui aggiustamenti incrementali. Feedback costante: il secondo pilastro riguarda il feedback. Non tutto è quantificabile in termini numerici e alcuni cambiamenti sono invisibili. In questo caso è importante considerare feedback sia quantitativi che qualitativi, come ad esempio il livello di soddisfazione dei dipendenti. Monitoraggio dei KPI: per i cambiamenti misurabili è essenziale identificare i KPI pertinenti, come il numero di interazioni necessarie per l’assistenza clienti o il tempo impiegato per gestire i rimborsi. Cultura del cambiamento continuo: non si tratta di implementare un singolo cambiamento che stravolga la situazione, ma di apportare una serie di piccole modifiche che, sommate tra loro, portano a un miglioramento progressivo. Questo è il mindset che permette di attuare un processo di miglioramento continuo, applicabile a organizzazioni di tutte le dimensioni.   Image by freepik   <a href=”https://www.freepik.com/free-photo/change-word-wooden-background_4973642.htm#fromView=search&page=1&position=0&uuid=b43586f8-51f9-4410-8319-761fc35439d9″>Image by freepik</a> Questo articolo ti è utile se 1. Sei un e-commerce manager o imprenditore interessato a migliorare le performance del tuo sito. 2. Hai timore di apportare cambiamenti nel tuo e-commerce per paura di ridurre le vendite. 3. Vuoi conoscere l’importanza dei piccoli miglioramenti incrementali e come applicarli.  4. Desideri scoprire come un coach può aiutarti a ottimizzare le tue strategie di lungo termine. 5. Sei alla ricerca di metodi per ridurre i costi operativi senza compromettere la qualità del servizio. Domande Guida 1. Quali piccoli cambiamenti potresti implementare nel tuo e-commerce per migliorare il tasso di conversione? 2. Hai un sistema di feedback strutturato che ti permetta di valutare i progressi in modo quantitativo e qualitativo? 3. Quali KPI stai monitorando attualmente e quali dovresti considerare per valutare i risultati dei cambiamenti introdotti? 4. Come potrebbe un business coach aiutarti a identificare le aree critiche su cui intervenire per una crescita continua? 5. Stai implementando una filosofia di miglioramento incrementale nella tua gestione operativa quotidiana? 3 Consigli da applicare subito 1. Inizia con piccoli test A/B: sperimenta modifiche su elementi minori del tuo sito (come i colori dei pulsanti o i titoli delle pagine prodotto) per verificare quale approccio produce il miglior impatto sulle conversioni.2. Monitora attentamente i KPI rilevanti: concentrati su metriche chiave come il tasso di conversione, il tempo di gestione delle richieste di reso e il costo per spedizione per valutare il successo dei miglioramenti

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E-commerce Manager e Psicologia del Consumatore – Comprendere i Propri Clienti

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La Complessità del Ruolo dell’E-commerce Manager Comprendere il Cliente e Sviluppare Fiducia Le Emozioni, il Vero Motore delle Decisioni di Acquisto Bias Cognitivi: Scorciatoie Mentali per Aumentare le Vendite Questo articolo ti è utile se Domande Guida 3 Consigli da applicare subito PDF e Scaricabili La Complessità del Ruolo dell’E-commerce Manager In numerosi articoli di questo blog ho evidenziato come oggi il ruolo dell’e-commerce manager sia particolarmente complesso.  Se da un lato gli strumenti tecnici hanno migliorato la vita di chi deve ottenere buone performance dal sito, dall’altro, l’interazione con i propri clienti è diventata molto più complicata.  La concorrenza è un fattore chiave in questo contesto, e l’aumento dei competitor in praticamente qualsiasi settore merceologico ha alzato notevolmente il livello della competizione. Prima dell’introduzione di sistemi SaaS come Shopify, le barriere tecnologiche rappresentavano un salvacondotto per chi aveva avuto la lungimiranza di acquisire le competenze tecniche necessarie per sviluppare un sito e-commerce.  Oggi praticamente chiunque può creare un sito di vendita, e chi arriva per ultimo beneficia delle tecnologie più recenti. Anche aspetti tecnici complessi, come il tracciamento degli Analytics, sono stati semplificati, trasformando l’implementazione di codici di tracciamento in una commodity. In questo scenario, l’e-commerce manager gioca un ruolo cruciale.  Nonostante la centralità di questa figura, è paradossale che oggi poche aziende e-commerce abbiano in organico un e-commerce manager sufficientemente preparato.  Tra quelle che lo hanno, molte relegano questo ruolo a funzioni di secondo piano, limitandone la portata operativa a semplici attività di data entry, o pretendendo che possa svolgere il lavoro di diversi professionisti del digital marketing. L’e-commerce manager dovrebbe essere considerato la punta di diamante dell’organico di un sito e-commerce e, nella visione ambiziosa di attribuire alla sua figura un ruolo di primo piano, deve essere messo al pari del Chief Marketing Officer (CMO), rispondendo direttamente all’imprenditore o al CEO dell’azienda.  Le sue competenze devono essere trasversali, permettendogli di comprendere le necessità del sito a 360 gradi, interfacciandosi con i professionisti verticali per ottimizzare i processi e raggiungere gli obiettivi.   Comprendere il Cliente e Sviluppare Fiducia Uno dei compiti principali di un e-commerce manager è capire chi sia il cliente ideale, quali siano i suoi bisogni e cosa possa spingerlo a fare un acquisto.  Questo processo può essere suddiviso in due fasi distinte: la prima consiste nell’ottenere la fiducia dei nuovi clienti, cioè coloro che non hanno mai acquistato prima; la seconda, è fare in modo che il cliente effettui acquisti successivi, possibilmente riducendo il tempo tra un acquisto e l’altro. Alcuni potrebbero obiettare che questo ruolo sia di competenza del marketing. In realtà, si traduce in modifiche, testi, elementi e funzionalità da introdurre nel sito web, ambito di competenza dell’e-commerce manager.  La psicologia del consumatore è quindi tra le competenze che questa figura deve possedere.  Sebbene ogni singolo elemento possa essere considerato separatamente, il risultato finale è il frutto dell’interazione di tutti questi fattori.  Per chi gestisce un e-commerce, la qualità dei prodotti, la competitività sul mercato e l’efficacia degli strumenti digitali sono elementi fondamentali, ma non sufficienti.  È il cliente a sostenere l’azienda: comprenderlo è il primo passo per raggiungere gli obiettivi di fatturato e migliorare gli altri indicatori economici.   Le Emozioni, il Vero Motore delle Decisioni di Acquisto Oggi, studiosi del comportamento dei consumatori e delle neuroscienze hanno risolto ogni dubbio riguardo al ruolo centrale che le emozioni svolgono nelle decisioni di acquisto.  Le emozioni non sono semplici elementi accessori, ma rappresentano l’elemento centrale.  La teoria economica ci aveva insegnato che le persone sono razionali nelle loro scelte, basandosi su un confronto tra prezzo, caratteristiche e convenienza.  É stato però dimostrato che sono le emozioni a guidare le nostre scelte, giustificate poi dal giudizio cognitivo. Le emozioni sono intrecciate con il processo decisionale umano: ogni scelta, anche quella apparentemente più razionale, ha un sottotesto emotivo.  Le recenti teorie psicologiche indicano che c’è sempre una combinazione tra aspetti cognitivi ed emotivi in ogni decisione. L’umore ha un ruolo decisivo nelle decisioni di acquisto e nella capacità o volontà di spendere.  Se ci sentiamo frustrati o confusi, tenderemo a non completare l’acquisto, e daremo maggiore peso alle frizioni che incontriamo. Anche nell’e-commerce le emozioni positive sono accostate a un aumento delle conversioni.  Creare esperienze che suscitino emozioni positive è un motore potente per aumentare le vendite.  Offrire piccoli regali inaspettati, come sconti o spedizioni gratuite, può gratificare l’utente, creare una connessione emotiva con il brand e migliorare la percezione del marchio.  Questo porta non solo all’acquisto immediato, ma anche a una maggiore fedeltà nel lungo termine. Ad esempio l’anticipazione di un nuovo prodotto o di un’offerta esclusiva può innescare un senso di desiderio nel consumatore, spingendolo ad agire subito. Strumenti come i countdown stimolano la curiosità e aumentano l’attesa. Per creare esperienze emozionanti, gli e-commerce possono utilizzare lo storytelling, che aiuta i consumatori a connettersi con il brand o con il prodotto.  Raccontare storie legate ai valori aziendali o alle esperienze dei clienti permette di creare un legame emotivo.  Anche il design del sito e i colori scelti hanno un ruolo centrale. Colori caldi come il rosso o l’arancione trasmettono energia e urgenza, mentre tonalità più fredde come il blu e il verde favoriscono tranquillità e sicurezza. Bias Cognitivi: Scorciatoie Mentali per Aumentare le Vendite I bias cognitivi sono scorciatoie mentali che le persone utilizzano per prendere decisioni.  Gli studiosi della psicologia dei consumatori, come Kahneman e Tversky, hanno dimostrato come questi bias possano influenzare fortemente le decisioni di acquisto.  Conoscerli è ormai essenziale per ogni e-commerce manager. Un esempio di bias è l’effetto ancoraggio. Le persone tendono a dare molto peso alla prima informazione ricevuta, che condiziona le decisioni successive. Ad esempio, quando vediamo il prezzo originale di un prodotto accanto a quello scontato, l’ancora del prezzo iniziale rende l’offerta più attraente. Anche nelle strategie di upselling e cross-selling, presentare prima il prodotto più costoso rende le alternative meno costose più desiderabili. Il bias di conferma si manifesta quando le persone cercano conferme alle proprie convinzioni. Nell’e-commerce, questo significa che un

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Tasso di Conversione e Homepage. 5 trucchi semplici

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Introduzione Tasso di Conversione e Homepage 1. Dichiara in modo semplice e chiaro cosa vende il sito​ 2. Spiega la tua proposta di valore​ 3. Localizza il tuo negozio in modo chiaro e specifico​ 4. Politiche di Spedizione e Reso in Homepage​ 5. Prodotti in Anteprima​ In altri articoli abbiamo visto come oggi chi si approccia al mondo del commercio online si trovi ad affrontare sfide e problemi legati alla marginalità del proprio sito e-commerce. A meno che non si tratti di un brand di fama nazionale e internazionale, vendere è tutt’altro che scontato e tanto meno lo è ottenere un margine positivo. Ti potrà sembrare strano, ma per la maggior parte degli e-commerce non è la vendita il problema, bensì il fatto che, alla fine dei conti, tolte tutte le spese, il commercialista ha delle critiche belle e buone per i risultati raggiunti. Specialmente per le aziende di distribuzione, l’aspetto della marginalità è concreto e guardando avanti non sembra che la cosa possa migliorare. Essere coscienti di queste problematiche è necessario per trovare le giuste motivazioni nel cercare ed impostare strategie vincenti per modelli di business con prodotti a bassa marginalità (inferiore al 50%). Uno degli elementi su cui lavorare è il tasso di conversione. Questa metrica, che misura la capacità del sito web di trasformare le visite in vendite, se migliorata abbatte indirettamente l’incidenza dei costi pubblicitari, voce che tutti gli e-commerce manager hanno imparato a temere. Questo avviene perché, salvo strumenti particolari o modalità di offerta non standard, per la pubblicità PPC il costo si sostiene a prescindere dall’avvenuta vendita. Quindi, se tu spendi 10€ di pubblicità e fai una vendita da 100€, la spesa in advertising incide per il 10%; se invece fai due vendite da 100€ (quindi per un totale di 200€), incide solo per il 5%. Per questo, aumentare il tasso di conversione è uno degli obiettivi che tutti gli imprenditori ed e-commerce manager devono avere. Tasso di Conversione e Homepage Il tasso di conversione è frutto di molti fattori. Il brand stesso, pur essendo un elemento intangibile, incide moltissimo. Chiunque faccia campagne pubblicitarie con Google sa benissimo che le parole chiave del brand sono quelle con il più alto tasso di conversione. Prezzo, offerta, disponibilità e tanti altri aspetti influiscono, inclusa l’homepage del sito web. Gli amanti delle statistiche avranno sicuramente notato che, salvo rare eccezioni, è la pagina più visitata del sito e che quasi tutti i visitatori finiscono per vederla. Già da questa pagina è possibile apportare migliorie per incrementare la percezione di professionalità e la propensione a fidarsi nell’utente che sta navigando il sito web, agendo su specifici elementi. 1. Dichiara in modo semplice e chiaro cosa vende il sito Le statistiche sono chiare: i tempi sono sempre più frenetici e le cose devono essere immediate. Le persone non hanno più tempo (o non vogliono trovarlo) per leggere e approfondire, se non per necessità impellenti. Far percepire subito cosa vende il sito web farà sì che la persona che atterra nell’homepage capisca in pochi secondi cosa offre, invogliandola a continuare a navigare per cercare i prodotti di cui ha bisogno. 2. Spiega la tua proposta di valore La proposta di valore è uno dei cavalli di battaglia di tutti gli strateghi del marketing. In linea di principio, deve rispondere a una domanda precisa: “Perché dovrei acquistare da te e non da un concorrente?”. Non preoccuparti, non è semplice rispondere a questa domanda; inizia con il pensare a quali sono i tuoi punti di forza e se rispecchiano la tua mission e vision aziendale. Una proposta di valore forte rimuoverà anche i dubbi più persistenti nelle persone che navigano il tuo e-commerce. 3. Localizza il tuo negozio in modo chiaro e specifico Molti e-commerce sottovalutano l’importanza di creare un filo logico tra traffico acquisito e contenuti del sito. Nello specifico, alcuni offrono prodotti in lingue diverse da quella del paese da cui stanno acquisendo il traffico. Prova a pensare se acquisteresti in un sito che propone contenuti in una lingua differente dall’italiano, mentre stai facendo una navigazione in italiano! L’aspetto delle vendite multilingua è cruciale ed è sempre meglio ricordarsi di offrire una navigazione fluida e coerente. 4. Politiche di Spedizione e Reso in Homepage Alcuni e-commerce si dimenticano (o non ci pensano proprio) di inserire le politiche di spedizione e reso anche nelle schede prodotto, molti non lo fanno in homepage. Abbiamo però visto prima che la maggior parte delle persone vede l’homepage. Questo significa che specificando in essa quelle informazioni, raggiungerai efficacemente la maggior parte delle persone che navigano sul tuo sito, con benefici reali sul tuo tasso di conversione. 5. Prodotti in Anteprima Amazon ha fatto della personalizzazione della sua homepage il suo cavallo di battaglia. Ogni utente vede una pagina differente e raramente non troverà un libro o un prodotto tecnologico di suo interesse. Raggiungere i livelli tecnici di Amazon è prerogativa di poche aziende al mondo, tuttavia puoi cercare plugin o app che possano personalizzare la navigazione degli utenti, oppure aggiornarla frequentemente con prodotti aggiunti di recente e offerte a scadenza per creare dinamismo nella navigazione.     Approfondimenti sul Tasso di Conversione Tutte le Categorie Tasso di Conversione Tasso di Conversione e Homepage. 5 trucchi semplici Introduzione Tasso di Conversione e Homepage 1. Dichiara in modo semplice e chiaro cosa vende il sito​ 2. Spiega la… Risorsa Gratuita ROAS ai minimi storici e costo per click alle stelle! Come rimediare con 3 semplici consigli! Introduzione Perché le performance stanno diminuendo? Quali performance misurare e dati di riferimento del 2024. Come si può rimediare con… Risorsa Gratuita 2X Tasso di conversione per le tue schede prodotto. Introduzione Cos’è la Scheda Prodotto? Quali sono gli elementi della Scheda Prodotto? Alcuni di questi elementi devono creare fiducia! Consigli… Risorsa Gratuita Approfondimenti sul Tasso di Conversione Tasso di Conversione e Homepage. 5 trucchi semplici Introduzione Tasso di Conversione e Homepage 1. Dichiara in modo semplice e chiaro cosa vende il sito​ 2. Spiega la… Risorsa Gratuita ROAS ai

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ROAS ai minimi storici e costo per click alle stelle! Come rimediare con 3 semplici consigli!

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Introduzione Perché le performance stanno diminuendo? Quali performance misurare e dati di riferimento del 2024. Come si può rimediare con azioni a breve termine? Chiunque oggi faccia advertising e si occupi di digital marketing applicato al mondo dell’e-commerce da almeno quattro o cinque anni ha sicuramente assistito a un fenomeno che ha lentamente eroso i margini di guadagno delle vendite generate dai canali digitali. Le cause possono essere molteplici e le ho trattate in altri articoli riguardanti la gestione degli ec-ommerce. Sicuramente una di queste è stata la riduzione delle barriere all’ingresso nei vari settori per quanto riguarda la vendita online.  La tecnologia stessa, che fino a qualche anno fa rappresentava un problema, oggi grazie a sistemi come Shopify è alla portata anche delle realtà più piccole. Per non parlare del graduale aumento dell’utilizzo dei sistemi e degli algoritmi basati sull’intelligenza artificiale.  Chiunque faccia pubblicità con Google ADS da qualche anno ha vissuto una graduale diminuzione delle azioni possibili a favore di strategie di offerte e di targeting automatizzate. Nell’ambito e-commerce, ad esempio, le vecchie campagne shopping che prima erano ottimizzabili in molti modi, oggi sono una campagna residuale in buona parte dei settori, a favore di un utilizzo sempre più primario delle campagne Performance Max. Ciò detto, sicuramente l’approccio migliore è guardare al modello di business dell’e-commerce come a un precursore delle innovazioni tecnologiche e dell’utilizzo di strumenti come la realtà aumentata per diventare parte integrante di un cambiamento che non sembra avere il minimo interesse a rallentare. Ho letto ultimamente un post di un consulente di fama nazionale nel quale indicava queste tecnologie come ancora lontane dal loro utilizzo nella maggior parte degli e-commerce.  Ho sorriso a questa ingenuità, cercando di vedere in essa una visione poco lungimirante piuttosto che un modo per cercare di continuare ad alimentare la propria figura di consulente in un settore che presto sconvolgerà le regole a cui adesso è vincolato. Perché le performance stanno diminuendo? Come abbiamo appena visto, le cause sono molteplici: dall’aumento dei concorrenti in praticamente tutti i settori della vendita online, all’abbattimento delle barriere tecnologiche, fino all’aumento spropositato delle start-up che offrono servizi legati a piattaforme web.  Credo sia inverosimile individuare un’unica causa. È vero, però, che nella quasi totalità dei settori le performance stanno diminuendo. I consulenti delle aziende a forte carattere online dicono che è dovuto al fatto che non puntano sul retail. Viceversa, a chi non ha ancora un’attività online ben sviluppata viene consigliato di investire nel digitale.  Non che queste cose non siano vere, ma credo che una causa sia invece brutalmente sottovalutata. Oggi è semplice accedere a informazioni di qualità e trasmettere messaggi di fiducia e rassicurazione, portando imprenditori e manager frettolosi a far ricoprire ruoli centrali a persone che non sono ancora pienamente in grado di prendere determinati tipi di decisioni.  Questa non è una critica nei confronti di questi ultimi, ma una constatazione che la frenesia con cui vengono prese determinate decisioni porta con sé ripercussioni importanti nei bilanci aziendali o per la riuscita di un progetto. Tra gli effetti di questa situazione troviamo una scarsa cura dei dettagli.  Tutto è lecito e non esistono dogmi, ma ci sono attività di base che portano grandi risultati senza la necessità di dover fare test su test, con conseguente aumento dei costi per l’acquisizione di know-how di alta qualità. Quali performance misurare e dati di riferimento del 2024. Immagino tu sia pienamente confidente con il concetto di KPI, ma qualche parola in più su queste non può che fare bene. Sono un fautore del concetto che non tutto possa essere misurato con i numeri, sarebbe come cercare di spiegare con fredde equazioni matematiche sentimenti ed emozioni.  Sono un fan indiscusso di ciò che sentiamo senza spiegare un perché, o del fatto che abbiamo fede che qualcosa accada senza una ragione particolare. Questa fede deve poi essere accompagnata da azioni concrete che trovano il loro fondamento in ragionamenti razionali e complessi.  Le KPI cercano di dare forma a questi ragionamenti razionali. Diventa quindi necessario cercare quanto più possibile di individuare degli indicatori che siano in grado di raccontare la realtà, i risultati e le performance di un’iniziativa. Nel mondo degli e-commerce e delle attività online in generale, il ROI (ritorno sugli investimenti), è uno dei principali. Con questa metrica siamo in grado di capire quanto i nostri investimenti in pubblicità producano in termini di ricavi. Facciamo un esempio numerico: se compro un prodotto a 10€ e lo vendo a 30€, l’utile di vendita sarà ovviamente di 20€. Considerando che su 30€ di ricavo vengono calcolate commissioni di pagamento, costo di gestione degli ordini e tutta una serie di altre spese, in realtà ci resta in tasca molto meno di 20€. Considera che nel modello di business della rivendita e della distribuzione, in alcuni settori merceologici si arriva intorno al 25%-30% di marginalità, il che significa che dei 30€ di ricavi, l’utile si riduce a 7€-9€.  Con questi numeri, il ROI pubblicitario deve raggiungere percentuali importanti, almeno l’800%, per far sì che la pubblicità produca un risultato economico positivo grazie alla vendita del prodotto. Secondo alcune recenti statistiche, negli ultimi due anni il ROI è diminuito di un range percentuale che va dal 10% al 35%, e la cosa che ci deve far riflettere è che questa tendenza non sembra accennare a diminuire. La seconda metrica di cui ti voglio parlare in questo articolo e che sembra anch’essa destinata a capitolare verso un’escalation incontrollata è il costo per clic.  Gli esperti di Google ADS e degli strumenti di advertising basati sul PPC hanno un rapporto di amore-odio con questa metrica. Misura esattamente quello che dice il nome (per la cronaca l’acronimo è CPC).  Viene da sé che se il costo per clic di un settore sta aumentando, a parità di budget, il numero di clic che ricevi verso il sito web diminuisce di conseguenza.  Anche in questo caso, statistiche impietose parlano di peggioramenti a riguardo dal 17% al 25% in soli due anni.  Quindi se

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Risorse Video: La tua scheda prodotto funziona?

Sommario del video: Introduzione e Contesto: 1. Introduzione alla nuova rubrica “SOS Ecommerce”.2. Discussione sulla necessità di un cambiamento per aiutare gli ecommerce a migliorare. Importanza delle Schede Prodotto: 1. Spiegazione di cosa sono le schede prodotto e perché sono fondamentali.2. Riflessioni sui tassi di conversione medi e su come migliorare. Elementi di una Scheda Prodotto Efficace: 1. Discussione sugli elementi chiave che una scheda prodotto deve contenere:1a.Immagini e video di alta qualità.1b.Descrizioni dettagliate e complete.1c. Prezzo e disponibilità.1d. Recensioni e valutazioni dei clienti.1e. Opzioni di acquisto e politiche di resa. Consigli Pratici: 1. Come creare fiducia con il cliente.2. Utilizzo di bias cognitivi per migliorare le conversioni.3. Importanza di avere una grafica coordinata e professionale. Benefici del Video: Comprensione delle Schede Prodotto: 1. Impara cos’è una scheda prodotto e la sua importanza nell’ecommerce.2. Scopri quali elementi sono essenziali per una scheda prodotto efficace. Aumento delle Conversioni: 1. Ricevi consigli pratici su come migliorare le schede prodotto per raddoppiare le vendite.2. Suggerimenti su come creare fiducia e migliorare l’esperienza del cliente. Implementazione di Buone Pratiche: 1. Vieni guidato su come utilizzare immagini di alta qualità, descrizioni dettagliate e recensioni dei clienti.2. Impara l’importanza di elementi come la disponibilità dei prodotti e le politiche di garanzia. Conoscenza degli Errori Comuni: 1. Identifica gli errori comuni che portano a un basso tasso di conversione e come evitarli.2. Comprendi l’importanza di non trascurare dettagli cruciali nelle schede prodotto. Video Dedicato a: Proprietari di Ecommerce: Che vogliono migliorare le loro schede prodotto e aumentare le vendite. Responsabili Marketing: Interessati a ottimizzare le pagine prodotto per migliorare le conversioni. Professionisti del Settore: Che desiderano aggiornarsi sulle migliori pratiche e tecniche nel campo dell’e-commerce.

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2X Tasso di conversione per le tue schede prodotto.

Schede Prodotto Vincenti: 2X

Introduzione Cos’è la Scheda Prodotto? Quali sono gli elementi della Scheda Prodotto? Alcuni di questi elementi devono creare fiducia! Consigli (NON) pratici! Oggi il mondo va veloce; il numero di informazioni a cui siamo sottoposti si è moltiplicato in modo esponenziale e questo condiziona indirettamente anche la velocità con la quale tecnologie, know-how e strumenti si aggiornano. Il ciclo di vita di un applicativo, ad esempio, è molto più breve e per restare sul mercato si devono continuamente aggiornare inserendo nuove funzionalità o effettuando upgrade per quelle esistenti. A questo si aggiunge il fatto che anche il numero di applicativi concorrenti è aumentato; il leader di mercato oggi può restare tranquillo forse per qualche mese, oppure può diventare leader senza neppure saperlo e perdere quella condizione, ignorando totalmente il passaggio. Questa premessa “negativa” ha lo scopo di far nascere una domanda: quando è conveniente concentrarsi su nuovi applicativi, sperimentare nuove funzionalità o consolidare il know-how attuale? In questo articolo voglio parlare di schede prodotto, non è forse attuale continuare a curarne gli aspetti per aumentare il numero di vendite del proprio e-commerce? Poco tempo fa sono venuto a conoscenza delle “tre M”, ossia Men, Money, Minutes, che indicano le risorse: le persone a disposizione, il budget che puoi investire e il tempo disponibile. Quanto di queste M puoi dedicare a migliorare l’esistente e quanto invece a cercare di sostituirlo con soluzioni più innovative ed efficaci? Aiutarti a rispondere a queste domande è compito del Coach. Nel frattempo, per migliorare ciò che abbiamo a disposizione, possiamo dedicare le nostre attenzioni alla scheda prodotto. Anche piccoli miglioramenti in questa pagina web possono portare grandi risultati in termini di conversioni e conseguentemente in tutte le metriche collegate; per strizzare l’occhio agli amanti del controllo di gestione, migliorare di pochi punti percentuali il conversion rate significa abbattere l’incidenza dei costi pubblicitari e recuperare utile che alla fine dell’esercizio può trasformare il risultato economico da rosso a verde. Cos’è la Scheda Prodotto? Secondo una visione superficiale e materialista, la scheda prodotto è una semplice pagina web di un sito e-commerce che presenta un prodotto e ne promuove la vendita. Se però vogliamo dare a questa pagina una rappresentazione più profonda, possiamo considerarla come un punto di contatto tra domanda e offerta, ossia tra ciò di cui una persona ha bisogno e ciò che tu vuoi offrire. Rappresenta una scelta che poni alla persona che sta navigando il sito, è come se tu le dicessi: “Ciao, questo prodotto è giusto per te, acquistalo e risolverai i tuoi problemi.” Per dire questo devi metterti il cappello del venditore e confezionare la pagina nel modo corretto per motivare la tua affermazione. Considera inoltre che una persona potrebbe anche non conoscerti. Se, ad esempio, navigando su Google atterrasse direttamente sulla tua pagina prodotto, non vedrebbe né l’home page del tuo sito né la tua pagina social. Questo significa in termini pratici che, anche se ci sono in generale tanti aspetti su cui lavorare, i dettagli e la struttura ben formata della pagina Quali sono gli elementi della Scheda Prodotto? Gli elementi di una pagina prodotto sono tutte le cose che condividi con chi naviga il tuo sito (ed anche quelle che non condividi) e quindi quelle che vede e su cui si può costruire un’idea di quello che lo potrebbe aspettare. Questi elementi servono quindi a specificare: 1. a chi è destinato il prodotto;2. a chi non è destinato questo prodotto;3. quali sono i benefici del suo utilizzo;4. quali sono le caratteristiche tecniche;4. cosa ne pensano altre persone che hanno bisogni e necessità simili a quelli del tuo cliente. Per fare questo è quindi necessario che indichi con chiarezza alcune informazioni e asset: 1. Immagini e Video;2. Descrizioni Dettagliate;3. Specifiche Tecniche;4. Prezzo e Disponibilità;5. Recensioni e Valutazioni;5. Opzioni di Acquisto;6. Politiche di Reso e Garanzia. Le immagini parlano da sole e, come ben sappiamo, un’immagine vale più di mille parole. Cura dei dettagli, professionalità, qualità: ogni tipo di caratteristica può essere ben trasmessa da un’inquadratura artistica e da una strumentazione fotografica professionale. I video, invece, sono le nuove immagini. Oggi praticamente tutte le persone passano molto del proprio tempo guardando video su vari social network.  Per quanto questo possa portare con sé numerose riflessioni, è un dato di fatto e su questo in parte ci dobbiamo basare per impostare una strategia di marketing vincente per un e-commerce.  Un video ben strutturato può fare la differenza per quanto riguarda la capacità di conversione di una scheda prodotto. Le descrizioni e le specifiche tecniche richiedono capacità di sintesi, padronanza delle tecniche di copywriting e avere ben chiaro chi è la persona realmente interessata al proprio prodotto.  Molti gestori di e-commerce oggi si concentrano interamente sul prodotto e sulle caratteristiche tecniche del sito, dimenticando (o ignorando) l’importanza dello studio del proprio mercato, dei bisogni delle persone, delle loro paure, aspettative e in generale di tutto l’insieme di emozioni che nella realtà dei fatti sono il vero motore dell’acquisto.  Gli economisti ci hanno fatto credere che le persone fossero delle macchine che soppesano costi e benefici quando in realtà decidiamo con il cuore. Alcuni di questi elementi devono creare fiducia! Secondo alcune statistiche, oltre il 95% delle persone che acquistano online leggono le recensioni. Questo a meno che non conoscano il sito e abbiano già fatto acquisti in passato.  Immagino che, anche se non hai mai acquistato su Amazon, tu lo conosca e conosca almeno una persona che ci acquista regolarmente. Molto probabilmente, chi acquista su Amazon è disposto a pagare anche qualcosa in più rispetto ad altri siti, semplicemente perché lo conosce, ha fiducia nelle sue politiche di reso, non ha dubbi che i dati della sua carta non verranno sottratti e se questo dovesse accadere, riuscirebbe a recuperare i fondi sottratti! Quando una persona acquista online, a meno che non abbia un rapporto forte e diretto con il brand, ha sempre un minimo di timore; molte persone, ad esempio, utilizzano carte prepagate per non usare la propria carta di credito,

2X Tasso di conversione per le tue schede prodotto. Leggi tutto »