L’esperienza può rappresentare un ottimo alleato se si impara a elaborare le informazioni di cui entriamo in possesso e quello che ci accade. Per chi lavora nell’ambito e-commerce da almeno una decina di anni, se nominiamo la parola “policy”, inizia a mettersi le mani nei capelli.
Le regole del gioco sono un elemento centrale nel coaching e nel mindsetting, discipline a me care e a cui devo molto. Una cosa che ho capito riguardo alle regole del gioco è che ignorarle non aiuta, semplicemente se non le conosci non avverti la pressione.
Quando però si tratta di investimenti e pianificazione strategica, essere a conoscenza del maggior numero di elementi permette di prendere decisioni accurate e prevedere scenari, di cui la maggior parte, per fortuna, scongiuriamo il rischio che si realizzino.
Le policy, come dicevo, si sono inasprite nel corso degli anni, sia a livello normativo, come privacy e GDPR, che a livello di strumenti. A breve, molti e-commerce dovranno iniziare ad adeguarsi alla normativa degli ipovedenti.
Amazon è stata forse la piattaforma che ha inasprito maggiormente le policy a cui i venditori si devono adeguare se vogliono iniziare a vendere tramite questo canale.
Ci sono stati momenti in cui bastavano una o due garanzie A-Z per provocare la sospensione dell’account.
Ti basta andare a leggere i forum dei venditori per capire quanto il sistema possa rappresentare un macigno inamovibile. I servizi di assistenza sono spesso impersonali.
Nel corso delle mie esperienze mi sono capitati dei casi in cui l’account Meta fosse stato hackerato (e ho buone ragioni per presumere che la causa non fosse del proprietario dell’account, ma della piattaforma stessa).
La cosa incredibile è che nonostante a quell’account fosse collegato un account pubblicitario, non c’era a disposizione un’assistenza diretta o un numero di telefono per poter parlare con un operatore che avesse la possibilità, se non di intervenire direttamente, almeno di aiutare a preparare un piano d’azione efficace.
Per fornire ulteriori elementi, ultimamente numerosi nuovi account Google ADS vengono disapprovati per violazioni di regolamento molto gravi, senza che abbiano effettivamente fatto qualcosa.
Uno di questi account, ad esempio, per presentare ricorso, avrebbe dovuto fare la verifica dell’account, che magicamente non era possibile, perché inibita agli account sospesi.
Sinceramente non so se questo è voluto o semplicemente certi sistemi, una volta raggiunte dimensioni particolarmente grandi, iniziano a perdere di vista alcuni particolari e dettagli che continuano a impattare nelle operatività di chi ne usufruisce.
Fatto sta che le possibilità a nostra disposizione sono poche; ritiriamo le fiches e smettiamo di giocare, proviamo ad eludere le regole (opzione che sconsiglio caldamente, dato che se prima i controlli erano efficaci, adesso con gli strumenti di IA lo sono ancora di più), ignoriamo le regole che decidiamo di accettare (sconsiglio anche questa opzione, fare finta di nulla raramente aiuta), ci adeguiamo a queste regole oppure, l’opzione a me più cara, le scavalchiamo.
Starai giustamente pensando, come è possibile scavalcare delle regole che devono venire sottoscritte?
Nelle grandi aziende e nelle realtà di notevoli dimensioni, specialmente dopo l’emergenza legata al coronavirus, è diventata rilevante la figura professionale del Risk Manager.
La maggior parte delle persone non avrebbe mai potuto immaginare che le aziende sarebbero state costrette a chiudere e che il mondo si sarebbe fermato, ma effettivamente è successo.
Se hai un e-commerce oggi e la maggior parte del tuo traffico dipende da Google, cosa hai pianificato di fare nel caso in cui domani Google non esista più?
Scavalcare le regole significa quindi creare alternative altrettanto valide, cosa che probabilmente non è possibile in ogni situazione, ma spesso questa possibilità esiste, semplicemente la ignoriamo.
È relativamente semplice diventare un consulente per campagne pubblicitarie Google o Social. Manager e imprenditori sono consapevoli di avere bisogno di questi canali; più complesso è invece rappresentare una figura in grado di mostrare percorsi alternativi che riducano il rischio di cui non sono consapevoli.
Se quanto esposto finora può sembrarti allarmista o volto a impaurirti, sappi che non è così.
Semplicemente voglio metterti a conoscenza di possibilità che possono concretizzarsi e di cui dovresti tenere conto nella pianificazione delle tue strategie di business nell’ambito del tuo e-commerce.
Assumi il controllo: diventa proprietario della tua lista contatti.
Dato che la prefazione è stata particolarmente lunga, vado dritto al dunque. La tua lista contatti, oltre al posizionamento del Brand, è la cosa di cui hai realmente controllo. Fatturato, vendite, follower e metriche social sono al di fuori del tuo controllo diretto.
Cosa intendo con questo? Semplicemente che se domani spegni le campagne o deindicizzi il sito da Google, perdi traffico e il fatturato si azzera, e quello che hai seminato non produce ulteriori frutti.
La lista contatti, invece, è qualcosa di cui sei realmente in possesso (giusto per intenderci, se hai fatto un sito con un sistema Saas, non sei realmente proprietario di quel sito).
La tua lista contatti diventerà nel tempo il tuo vero investimento; se non sei un grande brand come Nike, Adidas, Decathlon o Veralab, hai bisogno di creare un tesoretto di proprietà che, indipendentemente da tutto il resto, faccia maturare tutti gli investimenti che hai sostenuto in pubblicità, piattaforme, formazione, dipendenti e collaboratori.
Le persone che decidono di lasciarti il loro contatto lo fanno volontariamente, e a patto che tu rispetti la promessa di valore che hai fatto loro, difficilmente si disiscriveranno o decideranno in futuro di ignorarti.
È ovvio che non devi deluderle; se hai promesso loro qualcosa, devi mantenere gli impegni che ti sei preso, altrimenti sai già che oggi le alternative sono dietro l’angolo.
In alcuni settori, gli e-commerce che hanno dedicato il giusto impegno a far fruttare i risultati dell’invio di email e SMS arrivano a tassi di conversione da quel canale superiori al 30%-40%.
Questo significa, in termini monetari, che l’incidenza delle campagne pubblicitarie diminuirà radicalmente.
Cosa devi sapere riguardo l’Email, l’Sms ed il Whatsapp Marketing.
L’email marketing è stato dato per morto innumerevoli volte. Se cerchi su Google, vedrai quante volte persone e consulenti di fama nazionale e internazionale hanno detto che questo tipo di marketing era finito.
Si è invece dimostrato più coriaceo di quanto pensassero.
Anzi, oggi è una delle fonti di traffico con maggiori garanzie di rendimento e solidità di business.
Un business e-commerce basato su una solida lista contatti è difficile da scalfire; immagina le difficoltà di un competitor nel toglierti quote di mercato se parli direttamente ai tuoi contatti. Non può mica inviare una mail con una posizione più alta della tua come per gli annunci Google!
Il primo step per iniziare è ovviamente raccogliere i contatti per la tua lista. Se hai un e-commerce, probabilmente stai già facendo questo con una sezione di iscrizione alla newsletter.
Per accelerare il passo, arricchisci il sistema di raccolta con acquisizione di traffico mirata, permetti il download di ebook o fornisci checklist collegate al tuo prodotto o servizio.
In questo modo, aumenterai la percezione di professionalità e qualità nel tuo cliente e questi si affiderà con maggiore fiducia alla tua proposta di valore.
Il secondo step è segmentare la lista contatti, ossia dividerla in gruppi di persone con interessi omogenei che puoi utilizzare come spunto per creare comunicazioni personalizzate e più interessanti per il tuo contatto.
Molti e-commerce oggi commettono l’errore di inviare una sola mail a tutta la lista (lo stai facendo anche tu?) e poi si lamentano che non ricevono sufficienti conversioni dal canale mail.
Il terzo step è verificare cosa accade e misurarne i risultati. Stiamo ovviamente parlando di KPI e sono sicuro che le conosci benissimo, ma quanto le sfrutti? Tasso di apertura, di conversione o di disiscrizione sono solo le principali.
Quanto le monitori? Fai dei test per creare oggetti sempre più accattivanti e fare in modo che le persone aprano le mail che invii?
Siamo nel 2024 e parlare di email marketing può sembrare anacronistico, l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mondo del marketing e non sembra volersi fermare, ma questo non significa che dobbiamo perdere di vista dettagli e attività di altissimo valore solo perché hanno qualche anno in più.
