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Email marketing per Ecommerce: Email testuali per aumentare le conversioni

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Introduzione Il problema dell’approccio tradizionale​ La potenza delle email testuali​ Quando usare le email testuali?​ Perché funzionano? Passi pratici per l’implementazione​ Introduzione L’email marketing è uno dei canali più efficaci per un ecommerce. Non è un segreto: le email generano un ROI medio di 42 euro per ogni euro investito. Eppure, molte aziende faticano a vedere risultati concreti. Dove sbagliano? La risposta è quasi sempre la stessa: email sovraccariche di elementi, impersonali e indistinguibili da quelle dei competitor. Ogni giorno, un cliente medio riceve decine di email da marchi diversi. Aprendo la casella di posta, quello che trova è un’esplosione di colori, grafiche ridondanti e offerte urgenti che sembrano urlargli contro. Di fronte a questo scenario, l’unica reazione naturale è la cancellazione o l’ignoranza. Ora, immagina una strategia che capovolge questo paradigma. Una strategia basata sulla semplicità, sulla personalizzazione autentica e su messaggi che sembrano provenire direttamente da una persona reale. Questa strategia esiste: si chiama email testuale. Ed è la chiave per migliorare drasticamente aperture, clic e conversioni. Il problema dell’approccio tradizionale Le email tradizionali sono diventate prevedibili. Ogni marchio segue un copione ormai usurato: grandi immagini, loghi centrati, pulsanti sparsi, e lunghi blocchi di testo che nessuno legge. Ma perché non funzionano? I motivi sono principalmente tre: Sovraccarico cognitivo: Il cervello umano, costantemente bombardato da informazioni, attiva dei meccanismi di filtraggio per eliminare ciò che considera irrilevante. Questo processo è noto come “attenzione selettiva” e protegge la mente da un eccesso di stimoli. Email sovraccariche di immagini e pulsanti confondono il destinatario, costringendo il cervello a uno sforzo cognitivo inutile per decifrare il messaggio. Di fronte a troppi elementi visivi, il cervello compie una scelta immediata: ignorare. Un esempio pratico è il cosiddetto effetto Stroop: quando immagini e parole non sono in armonia, il nostro cervello fatica a processare le informazioni in modo efficace. Una CTA chiara immersa in un mare di pulsanti e colori diventa difficile da individuare, non perché invisibile, ma perché il cervello ha già deciso di abbandonare il tentativo di interpretazione. A complicare il tutto interviene il bias della semplicità: la mente umana predilige informazioni lineari e prive di ostacoli. Quando un’email presenta un design complesso, il messaggio essenziale si perde. Questo bias è uno dei motivi per cui email semplici e testuali funzionano meglio: non richiedono sforzo e sono facilmente decodificabili. In sintesi, sovraccaricare un’email equivale a distrarre il destinatario dal messaggio principale. Le persone non sono pigre, sono selettive. Vogliono risposte veloci e chiare. Ridurre al minimo gli elementi visivi e rendere il contenuto lineare significa adattarsi alle esigenze cognitive del pubblico moderno, ottenendo così maggiore attenzione e un’azione più rapida. Mancanza di personalizzazione: a pochi piace sentirsi un numero La personalizzazione non si limita al semplice inserimento del nome del destinatario nel saluto. Per costruire un legame autentico con il cliente, è fondamentale capire chi è, quali sono le sue esigenze e come il tuo prodotto o servizio può risolvere un problema specifico per lui. Quando il cliente percepisce che l’email è stata pensata per un pubblico generico, l’interesse crolla. Il bias dell’effetto prototipo, che porta le persone a favorire ciò che percepiscono come unico e rilevante per loro, spiega perché email generiche vengono ignorate. Personalizzare significa anche anticipare le aspettative del destinatario. Ad esempio, offrire consigli di acquisto basati sulla cronologia di navigazione o sugli acquisti precedenti dimostra attenzione e cura, trasformando l’interazione da impersonale a significativa. Inoltre, i messaggi devono riflettere il tono e lo stile che il cliente si aspetta dal tuo brand, rafforzando la coerenza del rapporto. Distrazione: i design elaborati distolgono l’attenzione dal messaggio principale La mente umana processa rapidamente il contenuto visivo, ma non sempre nel modo in cui vorremmo. Quando un’email è piena di grafiche accattivanti, il cervello può dedicare più energia all’analisi degli elementi visivi che alla comprensione del messaggio. Il risultato? Il lettore perde di vista il motivo principale per cui ha aperto l’email. Questo fenomeno si amplifica con il paradosso della scelta: troppi stimoli o opzioni inducono il destinatario a rimandare o a evitare del tutto una decisione. Per superare questa barriera, è cruciale progettare email che guidino naturalmente l’occhio verso il contenuto più importante. Una struttura semplice, con spazi bianchi strategici e una CTA prominente, elimina le distrazioni e favorisce l’azione. Inoltre, utilizzare un linguaggio diretto e incisivo rafforza il messaggio, mantenendo il lettore focalizzato su ciò che conta davvero: il valore che puoi offrire. La potenza delle email testuali Un’email testuale sembra quasi controintuitiva. Come può funzionare un messaggio senza immagini o grafiche? La risposta sta nella sua capacità di emulare una conversazione reale. Pensa all’ultima volta che hai ricevuto un’email da un amico o da un collega. Il messaggio era breve, personale e focalizzato. Non c’erano effetti speciali, solo parole scelte con cura. E probabilmente l’hai letto tutto, vero? Le email testuali replicano questa dinamica, trasformando la comunicazione aziendale in qualcosa di umano e autentico. Esempio pratico: come dovrebbe apparire un’email testuale Immagina di gestire un negozio online di prodotti per la cura della pelle. Un cliente si iscrive alla tua newsletter. Ecco come potrebbe apparire la tua prima email:   “Oggetto: Un piccolo benvenuto da [Nome del Brand] Corpo: Ciao [Nome], Grazie per averci dato fiducia e per esserti unito alla nostra community. So che scegliere prodotti per la pelle non è mai facile, quindi ho pensato di aiutarti con una guida rapida sui nostri best seller. Inizia da qui: [Pulsante CTA visibile] Se hai bisogno di consigli o hai qualche dubbio, rispondi pure a questa email. Siamo qui per aiutarti!”   In meno di cento parole, questa email fa diverse cose: Stabilisce un tono personale e amichevole. Guida il lettore verso una CTA chiara. Apre un canale di comunicazione diretta, invitando a rispondere. Quando usare le email testuali? L’equilibrio nelle cose è sempre un consiglio valido, quindi possiamo tranquillamente affermare che le email testuali non devono essere considerate come una sostituzione totale di quelle grafiche, ma piuttosto come uno strumento strategico, capace di eccellere in

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E-commerce Replatforming: come cambiare CMS e abito al tuo sito e-commerce

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Cosa è il Replatforming?​ Esigenze e Priorità del Replatforming Coinvolgi e Coordinati con Tutti gli Stakeholders Selezione del Partner per la Migrazione Pianificazione della Migrazione Backup dei Dati del tuo E-commerce Test, Test e ancora Test Questo articolo ti è utile se Domande Guida 3 Consigli da applicare subito Cosa è il Replatforming? Migrare il proprio e-commerce e il suo replatforming sono situazioni che almeno una volta ogni azienda si trova a dover affrontare.  La competizione sta crescendo, e questo significa che per tenere il passo con i tuoi concorrenti devi affidarti a piattaforme CMS performanti, scalabili e moderne.  Il CMS scelto influisce in modo diretto su molti aspetti come velocità, esperienza utente e capacità di adattarsi velocemente ai cambiamenti del mercato e delle abitudini online dei consumatori.  La migrazione del sito e-commerce è sempre stata vista come un’operazione complessa, economicamente impattante e con tempi e risultati di realizzazione incerti.  La sua corretta gestione è essenziale per garantire oltre alla continuità anche l’evoluzione del business.  Ogni imprenditore che si è trovato a gestire questa situazione ha percepito il livello di stress che ogni membro del team è portato a sopportare. Cambiare CMS conduce inevitabilmente a discontinuità di varia natura, dalla gestione dei prodotti, a quella delle categorie e degli aspetti SEO (l’ottimizzazione per i motori di ricerca), e ovviamente non per ultimi gli aspetti tecnici legati all’integrazione con altri siti e piattaforme come ad esempio marketplace, applicativi di email marketing o programmi fedeltà.  La figura che deve organizzare e gestire la migrazione al nuovo CMS deve essere in grado di comprendere e gestire aspetti tecnici quasi al livello di specialisti verticali.  Ovviamente non gli può essere richiesto di essere un SEO senior verticale, ma deve potersi interfacciare con uno di questi ed essere capace di raccoglierne i requisiti e soddisfarli durante tutto il processo di migrazione. Un punto di attenzione centrale è la corretta comunicazione con Google, sia per il posizionamento organico che per quello a pagamento.  Merchant Center deve essere correttamente gestito per fare in modo che i prodotti precedentemente inviati non perdano l’indicizzazione, il posizionamento e tutte le informazioni rilevanti ai fini delle ricerche degli utenti che cercano prodotti all’interno della tab Shopping di Google.  Se cerchi su internet e nei forum online troverai le casistiche più disparate (ed in alcuni casi anche disperate).  Generalmente, infatti, dopo un replatforming il posizionamento su Google cala, per salire pochi giorni dopo che il cambiamento si è assestato, alcune volte però questo non accade, e puoi ben immaginare lo stato d’animo di chi vede vanificare tutta la capitalizzazione in termini di posizionamento organico.  Ho letto di un sito e-commerce che a causa di redirect massivi si è visto notificare la violazione di norme critiche che hanno provocato la disapprovazione dell’intero dominio.  La richiesta di revisione è stata particolarmente lunga e insidiosa e fino alla fine non erano nemmeno sicuri che il dominio e l’offerta dei prodotti potessero venire ripristinati. L’e-commerce manager che si trova ad affrontare questa situazione deve quindi prestare attenzione a tutti i fattori legati ad un e-commerce; non è quindi auspicabile che possa gestire in autonomia tutto quanto.  Un supporto esterno ed esperto è essenziale per non dimenticare alcun aspetto.  Per gestire tutto quanto, quindi, i professionisti più preparati si avvalgono di checklist (o elenco di controlli) da effettuare in modo tale da gestire attivamente tutte le aree d’intervento.   Esigenze e Priorità del Replatforming Ovviamente dobbiamo gestire e mantenere il livello qualitativo raggiunto in tutti gli ambiti, ma immagino ci sia un motivo o un gruppo di motivi specifici per il quale effettui il replatforming.  Sarebbe strano imbarcarti in quest’avventura per vedere peggiorare proprio le performance di quello che volevi migliorare. L’obiettivo principale è quindi la prima cosa da monitorare per guidare le operazioni di replatforming.   Coinvolgi e Coordinati con Tutti gli Stakeholders Per quanto l’e-commerce manager o lo specialista che coordina il replatforming sia preparato, non cambia il fatto che questo sia un processo collaborativo.  Questo significa che è importante che gli interlocutori coinvolti siano ben consapevoli di cosa sarà possibile fare e non fare con la nuova piattaforma, i tempi necessari per portare a termine questo processo (ti consiglio in questo caso di fare attenzione alla fallacia della pianificazione – o Planning Fallacy), le risorse monetarie e in termini di tempo, i rischi potenziali del replatforming e quale sarà la situazione dopo che questo sarà concluso. In questa fase è quindi necessario che si avvalga di strumenti di project management come: – Analisi dei requisiti funzionali: analisi accurata di funzionalità, personalizzazioni e integrazioni.– Problemi esistenti da risolvere e prevenire in futuro: analisi delle Lacune (Gap Analysis).– Funzionalità necessarie in futuro: pianificazione delle Funzionalità (Feature Planning).– Flussi di lavoro automatizzabili: automazione dei Processi Aziendali (Business Process Automation).– Dati da migrare (prodotti, clienti esistenti, ordini, ecc.): migrazione dei Dati (Data Migration).– Risorse necessarie per supportare la migrazione a fasi: pianificazione delle Risorse (Resource Planning).– Tempistica ideale per avviare e completare la migrazione: pianificazione del Progetto (Project Timeline Planning). Selezione del Partner per la Migrazione Se hai già individuato la nuova piattaforma e l’agenzia che ti seguirà nel processo di replatforming puoi tranquillamente saltare questo punto, in caso contrario ti consiglio di leggerlo attentamente e comprenderne i principi.  Avere più punti di vista e opportunità a disposizione è uno dei trucchi per prendere decisioni corrette e funzionali all’obiettivo che ti sei prefissato.  Quando devi portare a termine operazioni complesse ti consiglio sempre di creare un documento con tutti i requisiti che l’ipotetico partner deve avere (o saper fare).  Parlo in questo caso di un RFP, o richiesta di proposta, che in termini generali deve poter rispondere a domande di questo tipo: – Costi della migrazione: quanto costa il replatforming?– Quanto tempo richiede?– Che tipo di supporto offrite?– Che tipo di garanzie, livelli di sicurezza e privacy offrite?– Avete già gestito in passato replatforming di questo tipo? Pianificazione della Migrazione Dopo aver selezionato partner e piattaforma, comincerai ad entrare nel vivo del processo.  I passi successivi prevedono

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E-commerce e Fonti di Traffico: Aumenta il traffico e riduci il rischio con la Differenziazione

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Piattaforme, Policy e Servizio Clienti Diversificazione e Gestione del Rischio Email Marketing Traffico SEO e PPC Social Organici e Paid Marketplace Programma di Affiliazione Comparatori di Prezzo Influencer e Collaborazioni Questo articolo ti è utile se Domande Guida 3 Consigli da applicare subito Piattaforme, Policy e Servizio Clienti Per molti imprenditori e manager fare e-commerce significa avere un sito, un catalogo prodotti, campagne Google e profili social per sponsorizzate e post organici.  Per alcuni questo potrebbe andare bene, ma se almeno una volta si sono trovati a dover gestire situazioni in cui la piattaforma di riferimento ha revocato le autorizzazioni o privilegi, la gestione degli asset acquisisce importanza e profondità. Il forum dei venditori Amazon è ricco di post di sfortunati venditori che si sono visti revocare i propri permessi di vendita, con relativo blocco dei fondi e impossibilità di accesso alla messaggistica e alla dashboard in generale.  È lecito obiettare che probabilmente questo tipo di revoche abbia senso nella misura in cui vengono superati dei margini di tolleranza relativi alla qualità nell’erogazione di servizi verso clienti, ma a volte gli algoritmi stessi cadono vittime di abbagli o punti ciechi delle normative. Qualche anno fa Amazon è stato vittima di un attacco hacker e nella dashboard dei seller sono stati aggiunti prodotti di vendita (è successo anche a mio padre). A causa di queste vendite non lecite, le performance sono diminuite ed ha corso il rischio concreto di blocco dell’account, in questo caso non credo che avesse particolari colpe. Recentemente invece si è visto un inasprirsi delle policy di Google per la creazione di nuovi account Google ADS e Merchant Center.  La tutela dei consumatori prima di tutto, ma come tutti i più grandi dilemmi etici, a quale prezzo? Attività e aziende hanno necessità di poter usufruire di questi media oggi, puoi immaginare un e-commerce senza account Google ADS semplicemente perché in fase di creazione è stata violata una policy scritta in modo generico? Buona parte di questi sistemi hanno rimosso la possibilità di interfacciarsi con un operatore, che se anche prima non poteva effettivamente sbloccare la situazione, almeno permetteva al seller di spiegare la situazione.  Se oggi riesci a contattare il servizio clienti è auspicabile aspettarsi poco più che un messaggio standard e generico per il “tipo di problema”. Diversificazione e Gestione del Rischio Non ti voglio spaventare, solo farti capire che oggi un business e-commerce non è privo di rischi e conoscerli può aiutarti a prevenirli.  Una delle soluzioni a questo tipo di problema è ripartire il rischio del business, facendo in modo che se anche una fonte di traffico dovesse avere problemi, nell’attesa dell’eventuale risoluzione il business potrebbe andare avanti senza particolari discontinuità.  Si parla quindi di differenziazione, non di portafoglio azionario in questo caso, ma di fonti di traffico. Pensa velocemente, quali canali utilizzi oggi per acquisire il traffico verso il tuo e-commerce?  Pensa a quella principale, cosa faresti domani se per qualche problema il servizio venisse sospeso?  Una gestione del rischio estrema prevede già un piano d’azione pronto, ma possiamo non arrivare a questi livelli. L’importante è fare in modo che altri canali siano già operativi e che in poco tempo sia possibile aumentare il gettito di traffico da essi. Un altro vantaggio dell’avere un paniere di fonti di traffico ben equilibrato sta nel fatto che darai meno riferimenti ai tuoi concorrenti e che se questi vogliono tenere il passo delle tue vendite e del tuo modello di business, devono aumentare la complessità della gestione del loro. Ti faccio un’altra domanda, utilizzi comparatori di prezzi? Se sì, ottimizzi il catalogo prodotto che gli invii?  Le riflessioni collegate a questa domanda implicano la gestione oculata del canale, qualunque esso sia.  Significa utilizzare strumenti di analisi per capire quale prodotto inviare ai vari canali, analizzare la marginalità degli stessi, i tassi di conversione e quindi padroneggiare metriche e KPI specifici degli e-commerce.  Non è semplice, ma se vuoi un business a prova di imprevisto devi tenerne in considerazione.   Email Marketing Sì, lo so da qui non acquisisci nuovi utenti, ma una volta che hai raccolto l’email o il numero di telefono diventa traffico “di proprietà”, e se questo raggiunge la soglia sufficiente per il raggiungimento del break-even, tutto il resto porterà guadagno effettivo.  I rischi legati a all’email marketing sono molto inferiori rispetto ad altre piattaforme come Google ADS o Meta, tutt’al più ti potresti trovare con un tasso di disiscrizioni più alto del normale.  Il mio consiglio è quindi quello di incentivare sempre l’iscrizione alla newsletter da parte degli utenti che navigano il tuo sito, per poi concentrarti su strategie concrete per fornire contenuti di valore, guide e suggerimenti alla tua lista contatti.  Giusto per condividere con te un indicatore molto caro ai titolari di e-commerce, il tasso di conversione da questa fonte di traffico è almeno tre volte superiore rispetto a quello dei canali social.   Traffico SEO e PPC I motori di ricerca hanno fatto la fortuna di molti e-commerce, prevalentemente Google ovviamente e come dicevo prima, pensare oggi di fare attività online senza di essi è abbastanza inverosimile.  Per la maggior parte degli e-commerce sicuramente rappresenta e rappresenterà per molto tempo la principale fonte di traffico.  Per raggiungere un equilibrio è però necessario identificare una porzione ottimale di traffico proveniente da questa fonte, prova a pensarci, adesso quant’è?  Cosa puoi fare per ridurla ad un massimo del 50-60%?  Non è valida la risposta “riduco il budget su ADS” ovviamente, mi riferisco a quali attività di marketing puoi porre in essere per ridurre l’incidenza del traffico SEO e PPC su quello globale del tuo sito web.  Ci sono dei comparatori che puoi valutare di utilizzare?  Oppure dei marketplace che ancora non hai valutato ma che possono portarti possibilità di vendita che per ora non hai sfruttato? Social Organici e Paid Diciamolo pure con serenità, i social sono il paradiso dei Brand. Grandi e piccole aziende hanno trovato nei social uno spazio che permette loro di comunicare direttamente con i propri clienti, di

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Email Marketing per E-commerce: tre Email che non possono mancare

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La Sfida dell’Informazione Sovrabbondante L’Importanza dell’Esperienza Utente La Personalizzazione: il Segreto di Amazon Il Potere dell’Email Marketing Workflow di Benvenuto Carrello Abbandonato Richiesta di Recensione Questi articolo ti è utile se Domande Guida 3 Consigli da applicare subito La Sfida dell’Informazione Sovrabbondante Abbiamo già osservato in altri articoli come nella dispersione causata dalle troppe informazioni, le persone abbiano difficoltà a scegliere con cura le migliori opzioni di acquisto.  Non stupisce che di fronte a migliaia di decisioni da dover prendere in un giorno (si parla di oltre 35.000) e alla miriade di post, siti, news e tutto quello che internet può offrire, un cliente decida involontariamente di ignorare la tua offerta, anche se vantaggiosa rispetto a quella dei concorrenti.  In questo marasma di informazioni trovano terreno fertile bias ed euristiche, che in questo blog stiamo iniziando a conoscere e che se da una parte semplificano la scelta, dall’altra provocano decisioni non ottimali. L’Importanza dell’Esperienza Utente Amazon è il sito e-commerce di maggior successo, ma è sempre quello più conveniente?  Probabilmente no, sicuramente cercando online è possibile trovare offerte a prezzi più vantaggiosi, ma dato che cambiare è sempre complesso, i clienti preferiscono “confermare” le proprie idee e generalizzare dicendo “su Amazon risparmio”.  Tra le cose che invece fa Amazon in modo preciso e scientifico ci sono tutta una serie di best practices che lo rendono tra i migliori siti online per quanto riguarda l’esperienza utente.  L’esperienza utente è un insieme di elementi che singolarmente non fanno particolare differenza, ma messi insieme creano l’esperienza che più di altre si avvicina alla perfezione. Il Segreto di Amazon Amazon è l’emblema della personalizzazione e ogni persona riceve informazioni e consigli unici.  Probabilmente arrivare a quel punto non è così semplice e forse non sarà nemmeno mai realizzabile, non per mancanza di fiducia, ma semplicemente per il fatto che per raggiungere quel livello di personalizzazione ed esperienza utente sono stati investiti milioni, anzi forza miliardi, di dollari.  Nonostante questo, è possibile adottare un metodo specifico che cura dettagli ed elementi, una sorta di checklist da eseguire che farà in modo di avere al minimo, indipendentemente dalle risorse economiche e di tempo a disposizione, una macchina automatica di generazione di vendite. Il Potere dell’Email Marketing Una delle voci principali di questa macchina è l’email marketing (ed anche SMS o Whatsapp ovviamente), che tante volte è stato dichiarato sul viale del tramonto e che invece sembra stia tornando particolarmente in voga grazie alla propria capacità di creare un filo diretto tra te e la tua piattaforma di vendita online e i tuoi clienti.  Superato lo scoglio iniziale di farti condividere volontariamente il contatto del tuo cliente, email o numero di telefono che sia, devi solo cercare di mantenere la conversazione su un piano per lui interessante.  Qui è importante individuare argomenti interessanti sul tuo prodotto o servizio e ad esso collegati.  Ogni prodotto ne ha, se ad esempio vendi materassi, la qualità del sonno e l’effetto sulla salute sarà un punto di contatto.  Se vendi scarpe o abbigliamento puoi trattare un qualsiasi argomento legato alla moda. Workflow di Benvenuto Il primo tipo di flusso di comunicazione da realizzare è il workflow di benvenuto.  Con questo flusso diamo per l’appunto il benvenuto ai nostri clienti.  Ti potrà sembrare strano ma non tutti gli e-commerce hanno attivo questo workflow, e molti tra quelli che ce l’hanno non applicano alcune regole d’oro per ottenere i migliori risultati.  La prima tra queste è personalizzare il messaggio per ricevere il consenso, per intenderci il classico pop up con il form di inserimento dei dati.  Molti e-commerce ne hanno uno generico con il classico sconto primo acquisto, senza valutare ad esempio il prodotto su cui atterrano o la campagna da cui arrivano.  Nel form di iscrizione è importante inserire anche alcuni criteri di segmentazione, come il genere nel settore moda e abbigliamento.  Per quanto riguarda invece gli aspetti tecnici di questa mail, entro quanto tempo viene inviata?  Le persone si aspettano di riceverla immediatamente, farli aspettare alcuni minuti non sembra proprio una buona idea e se quest’attesa è obbligatoria, nel senso che il programma di invio email ha bisogno di quel tempo, allora personalizza il messaggio immediatamente successivo all’inserimento della mail. Carrello Abbandonato Il secondo flusso automatico che deve necessariamente essere presente nel tuo e-commerce è il carrello abbandonato.  Già in altri articoli e risorse gratuite che puoi consultare nella sezione “risorse” ti ho parlato di questo. I numeri a riguardo sono incredibili.  Considera per esempio il numero delle vendite che porti a termine, adesso moltiplicalo per 10.  Bene, questo è il potenziale di vendita DOPO che i tuoi clienti hanno iniziato il processo di acquisto.  Il motivo della mancata conclusione degli ordini è vario, per alcuni ad esempio sono i tempi di consegna previsti troppo lenti (circa il 22% del campione esaminato), considera inoltre che molti e-commerce nel carrello non indicano i tempi di spedizione e consegna e come puoi ben immaginare questo è un grave errore, uno di quelli che a fine anno sono responsabili del colore rosso del risultato d’esercizio.  Nella mail di carrello abbandonato ci sono elementi e caratteristiche che possono aumentare la probabilità di recuperare la vendita persa.  Ad esempio, dopo quanto tempo viene inviata la mail di carrello abbandonato? Ci sono molte statistiche a riguardo per capire qual è l’intervallo di attesa perfetto ed il metodo migliore per capirlo è effettuare dei test A/B sul tempo di invio, li hai fatti?  Che risultati hai ottenuto? Altri elementi di copywriting da inserire nella mail sono le condizioni di vendita, magari il tuo mancato cliente non le ha viste durante il percorso di acquisto. Oppure le indicazioni dei tempi di spedizione, le modalità di pagamento, tutte informazioni che probabilmente non sono state ben recepite da chi ha tentato l’acquisto. Richiesta di Recensione La terza email che necessariamente deve essere presente nei flussi di automazione del tuo e-commerce è la richiesta di recensione. Si, proprio la recensione che tutti gli imprenditori e manager temono e che dona al

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Email Marketing per E-commerce: 3 cose che devi assolutamente fare nel 2024!

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Introduzione Email di Benvenuto: non avrai un Tasso di Apertura più alto di me! Carrello Abbandonato Segmenta la tua lista contatti Che coach sarei se non condividessi con te i migliori strumenti per raggiungere risultati in tempi accettabili? E soprattutto risultati sostenibili e duraturi. Sostenibili perché, per quanto possa sembrare strano o controintuitivo, i risultati costano. Vendere tramite Google ADS ha un prezzo, tramite post organici su Instagram o altri social ha un prezzo, la SEO stessa ha un prezzo. Questo prezzo corrisponde al tempo che impieghi (tu o i tuoi collaboratori) nel fare qualcosa. Le parole che sto scrivendo ad esempio hanno un costo, che corrisponde all’ipotetico equivalente di quello che NON sto facendo, ad esempio una telefonata, un altro post blog, commentare un post su Linkedin, condividere l’ultima notizia o qualsiasi altra cosa ti possa venire in mente. Alla base quindi c’è la scelta e ogni scelta comporta delle valutazioni attente, oltre che per il tempo, anche per le risorse monetarie. È più facile convincere qualcuno a investire in pubblicità rispetto a uno strumento di email marketing. La motivazione è semplice: quando fai pubblicità su Google hai delle dashboard che si aggiornano in tempo reale. Ieri hai investito 100€ e oggi hai venduto 1000€, ricompensa immediata. La scimmia che sentiamo nella testa è contenta e avanti così. La realtà è però più complessa; siamo portati a collegare le due informazioni in modo lineare, ma dal click all’acquisto ci sono infiniti fattori che agiscono sulla persona e la spingono a effettuare l’acquisto.  Più ne conosciamo, più abbiamo possibilità di aumentare la probabilità che l’acquisto venga effettuato. Ma sto divagando, in realtà volevo dirti che la lista email che riesci a crearti nel tempo, composta da email di persone con le quali puoi creare un rapporto diretto, è molto più profittevole rispetto a tutti gli altri mezzi messi insieme. Considera che una strategia ben studiata di email marketing, corredata di testi accattivanti e in linea con quello che il destinatario si aspetta, può portare a un ROI fino a oltre quattro volte superiore rispetto agli altri canali. Casi di eccellenza, che onestamente mi piacerebbe studiare, hanno mostrato ritorni fino a 40X (quindi 1 euro investito che porta a 40 euro di ricavi). Direi niente male. Per gli innovatori incalliti, quelli che guardano sempre e solo avanti, sembra che circa il 51% delle persone preferisca ancora ricevere sconti tramite email e non con mezzi più invasivi come SMS o messaggi Whatsapp.  Le ragioni di questo sono abbastanza semplici da intuire, direi che è sufficiente basarsi su questi dati per attuare un bel piano d’azione per il nostro e-commerce. Tutta questa sviolinata per dirti che sì, l’email marketing sembra ancora il canale di comunicazione preferito e che c’è qualcosa di concreto che puoi fare per aumentarne i rendimenti. Email di Benvenuto: non avrai un Tasso di Apertura più alto di me! Stai facendo la tua ricerca online, Google, Bing o qualsiasi altro motore di ricerca non fa differenza; oppure stai guardando un post di un influencer o content creator che segui, clicchi sul link, atterri nella pagina e decidi di iscriverti alla newsletter per ricevere qualcosa. Aspetti, guardi la casella di posta ma non accade niente, nessun messaggio, mail, sconto, promesse non mantenute, niente di niente. Per quanto possa sembrare inverosimile, una percentuale incredibilmente alta di e-commerce non invia la mail di benvenuto! Quello che non sanno, a quanto pare, è che questa tipologia di email ha un tasso di apertura in media 3,7 volte superiore rispetto alla migliore delle altre email.   Carrello Abbandonato Ok Alessandro, tutti parlano di carrello abbandonato, sono anni che è utilizzato, perché me ne parli? La risposta è semplice: perché è facile farlo male! Il carrello abbandonato è una mail molto efficace in termini di rendimento, ma spesso viene mal utilizzata. Ad esempio, è possibile sbagliare a settarla e farla partire solo dopo che un utente ha effettuato il login. Questo significa, in soldoni, che l’utente potrebbe abbandonare il carrello e tu non gli invii la mail perché in quel momento era ancora in navigazione da ospite. Un’altra domanda alla quale puoi rispondere: inserisci prodotti suggeriti? Se sì, quali?   Segmenta la tua lista contatti Anche questo consiglio è un evergreen che è sempre valido. Segmenti la tua lista contatti? Se sì, come? Le scienze comportamentali non smettono di stupire e da quando marketer e aziende si sono interessate a quali meccanismi si innescano nella nostra mente, le teorie sui consumatori si sono moltiplicate. Puoi segmentare gruppi di persone per interessi, generi, preferenze, comportamenti.  Si può scendere in profondità in questo tipo di attività e ultimamente gli strumenti di IA sembrano raggiungere risultati eccezionali, sembra quasi che arrivino a conoscerci meglio di noi stessi. Il consiglio, pratico e pragmatico in questo caso, è quello di gestire la segmentazione della lista contatti in base a tre criteri: quanto tempo puoi dedicare alla gestione della lista, quante persone possono gestire segmentazione, copy e tutte le attività collegate, e quanto budget puoi investire in quest’attività. Il “massimo” possibile di queste risposte rappresenta l’impegno e la relativa profondità che devi raggiungere.   Approfondimenti sul Tasso di Conversione Tutte le Categorie Email Marketing Email Marketing per E-commerce: 3 cose che devi assolutamente fare nel 2024! Introduzione Email di Benvenuto: non avrai un Tasso di Apertura più alto di me! Carrello Abbandonato Segmenta la tua lista… Risorsa Gratuita E-Commerce e fonti di traffico. Google & Social Dipendenza! Introduzione Assumi il controllo: diventa proprietario della tua lista contatti.​ Cosa devi sapere riguardo l’Email, l’Sms ed il Whatsapp Marketing.… Risorsa Gratuita Approfondimenti sul Tasso di Conversione Tasso di Conversione e Homepage. 5 trucchi semplici Introduzione Tasso di Conversione e Homepage 1. Dichiara in modo semplice e chiaro cosa vende il sito​ 2. Spiega la… Risorsa Gratuita ROAS ai minimi storici e costo per click alle stelle! Come rimediare con 3 semplici consigli! Introduzione Perché le performance stanno diminuendo? Quali performance misurare e dati di riferimento del 2024. Come si può rimediare con… Risorsa

Email Marketing per E-commerce: 3 cose che devi assolutamente fare nel 2024! Leggi tutto »

E-Commerce e fonti di traffico. Google & Social Dipendenza!

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Introduzione Assumi il controllo: diventa proprietario della tua lista contatti.​ Cosa devi sapere riguardo l’Email, l’Sms ed il Whatsapp Marketing. L’esperienza può rappresentare un ottimo alleato se si impara a elaborare le informazioni di cui entriamo in possesso e quello che ci accade. Per chi lavora nell’ambito e-commerce da almeno una decina di anni, se nominiamo la parola “policy”, inizia a mettersi le mani nei capelli. Le regole del gioco sono un elemento centrale nel coaching e nel mindsetting, discipline a me care e a cui devo molto. Una cosa che ho capito riguardo alle regole del gioco è che ignorarle non aiuta, semplicemente se non le conosci non avverti la pressione.  Quando però si tratta di investimenti e pianificazione strategica, essere a conoscenza del maggior numero di elementi permette di prendere decisioni accurate e prevedere scenari, di cui la maggior parte, per fortuna, scongiuriamo il rischio che si realizzino. Le policy, come dicevo, si sono inasprite nel corso degli anni, sia a livello normativo, come privacy e GDPR, che a livello di strumenti. A breve, molti e-commerce dovranno iniziare ad adeguarsi alla normativa degli ipovedenti. Amazon è stata forse la piattaforma che ha inasprito maggiormente le policy a cui i venditori si devono adeguare se vogliono iniziare a vendere tramite questo canale. Ci sono stati momenti in cui bastavano una o due garanzie A-Z per provocare la sospensione dell’account.  Ti basta andare a leggere i forum dei venditori per capire quanto il sistema possa rappresentare un macigno inamovibile. I servizi di assistenza sono spesso impersonali. Nel corso delle mie esperienze mi sono capitati dei casi in cui l’account Meta fosse stato hackerato (e ho buone ragioni per presumere che la causa non fosse del proprietario dell’account, ma della piattaforma stessa). La cosa incredibile è che nonostante a quell’account fosse collegato un account pubblicitario, non c’era a disposizione un’assistenza diretta o un numero di telefono per poter parlare con un operatore che avesse la possibilità, se non di intervenire direttamente, almeno di aiutare a preparare un piano d’azione efficace. Per fornire ulteriori elementi, ultimamente numerosi nuovi account Google ADS vengono disapprovati per violazioni di regolamento molto gravi, senza che abbiano effettivamente fatto qualcosa.  Uno di questi account, ad esempio, per presentare ricorso, avrebbe dovuto fare la verifica dell’account, che magicamente non era possibile, perché inibita agli account sospesi. Sinceramente non so se questo è voluto o semplicemente certi sistemi, una volta raggiunte dimensioni particolarmente grandi, iniziano a perdere di vista alcuni particolari e dettagli che continuano a impattare nelle operatività di chi ne usufruisce. Fatto sta che le possibilità a nostra disposizione sono poche; ritiriamo le fiches e smettiamo di giocare, proviamo ad eludere le regole (opzione che sconsiglio caldamente, dato che se prima i controlli erano efficaci, adesso con gli strumenti di IA lo sono ancora di più), ignoriamo le regole che decidiamo di accettare (sconsiglio anche questa opzione, fare finta di nulla raramente aiuta), ci adeguiamo a queste regole oppure, l’opzione a me più cara, le scavalchiamo. Starai giustamente pensando, come è possibile scavalcare delle regole che devono venire sottoscritte? Nelle grandi aziende e nelle realtà di notevoli dimensioni, specialmente dopo l’emergenza legata al coronavirus, è diventata rilevante la figura professionale del Risk Manager.  La maggior parte delle persone non avrebbe mai potuto immaginare che le aziende sarebbero state costrette a chiudere e che il mondo si sarebbe fermato, ma effettivamente è successo. Se hai un e-commerce oggi e la maggior parte del tuo traffico dipende da Google, cosa hai pianificato di fare nel caso in cui domani Google non esista più? Scavalcare le regole significa quindi creare alternative altrettanto valide, cosa che probabilmente non è possibile in ogni situazione, ma spesso questa possibilità esiste, semplicemente la ignoriamo. È relativamente semplice diventare un consulente per campagne pubblicitarie Google o Social. Manager e imprenditori sono consapevoli di avere bisogno di questi canali; più complesso è invece rappresentare una figura in grado di mostrare percorsi alternativi che riducano il rischio di cui non sono consapevoli. Se quanto esposto finora può sembrarti allarmista o volto a impaurirti, sappi che non è così.  Semplicemente voglio metterti a conoscenza di possibilità che possono concretizzarsi e di cui dovresti tenere conto nella pianificazione delle tue strategie di business nell’ambito del tuo e-commerce. Assumi il controllo: diventa proprietario della tua lista contatti. Dato che la prefazione è stata particolarmente lunga, vado dritto al dunque. La tua lista contatti, oltre al posizionamento del Brand, è la cosa di cui hai realmente controllo. Fatturato, vendite, follower e metriche social sono al di fuori del tuo controllo diretto. Cosa intendo con questo? Semplicemente che se domani spegni le campagne o deindicizzi il sito da Google, perdi traffico e il fatturato si azzera, e quello che hai seminato non produce ulteriori frutti. La lista contatti, invece, è qualcosa di cui sei realmente in possesso (giusto per intenderci, se hai fatto un sito con un sistema Saas, non sei realmente proprietario di quel sito). La tua lista contatti diventerà nel tempo il tuo vero investimento; se non sei un grande brand come Nike, Adidas, Decathlon o Veralab, hai bisogno di creare un tesoretto di proprietà che, indipendentemente da tutto il resto, faccia maturare tutti gli investimenti che hai sostenuto in pubblicità, piattaforme, formazione, dipendenti e collaboratori. Le persone che decidono di lasciarti il loro contatto lo fanno volontariamente, e a patto che tu rispetti la promessa di valore che hai fatto loro, difficilmente si disiscriveranno o decideranno in futuro di ignorarti.  È ovvio che non devi deluderle; se hai promesso loro qualcosa, devi mantenere gli impegni che ti sei preso, altrimenti sai già che oggi le alternative sono dietro l’angolo. In alcuni settori, gli e-commerce che hanno dedicato il giusto impegno a far fruttare i risultati dell’invio di email e SMS arrivano a tassi di conversione da quel canale superiori al 30%-40%.  Questo significa, in termini monetari, che l’incidenza delle campagne pubblicitarie diminuirà radicalmente. Cosa devi sapere riguardo l’Email, l’Sms ed il Whatsapp Marketing. L’email marketing è stato dato

E-Commerce e fonti di traffico. Google & Social Dipendenza! Leggi tutto »