Email Marketing per E-commerce: 3 cose che devi assolutamente fare nel 2024!

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Che coach sarei se non condividessi con te i migliori strumenti per raggiungere risultati in tempi accettabili? E soprattutto risultati sostenibili e duraturi.

Sostenibili perché, per quanto possa sembrare strano o controintuitivo, i risultati costano. Vendere tramite Google ADS ha un prezzo, tramite post organici su Instagram o altri social ha un prezzo, la SEO stessa ha un prezzo.

Questo prezzo corrisponde al tempo che impieghi (tu o i tuoi collaboratori) nel fare qualcosa. Le parole che sto scrivendo ad esempio hanno un costo, che corrisponde all’ipotetico equivalente di quello che NON sto facendo, ad esempio una telefonata, un altro post blog, commentare un post su Linkedin, condividere l’ultima notizia o qualsiasi altra cosa ti possa venire in mente.

Alla base quindi c’è la scelta e ogni scelta comporta delle valutazioni attente, oltre che per il tempo, anche per le risorse monetarie. È più facile convincere qualcuno a investire in pubblicità rispetto a uno strumento di email marketing.

La motivazione è semplice: quando fai pubblicità su Google hai delle dashboard che si aggiornano in tempo reale. Ieri hai investito 100€ e oggi hai venduto 1000€, ricompensa immediata. La scimmia che sentiamo nella testa è contenta e avanti così.

La realtà è però più complessa; siamo portati a collegare le due informazioni in modo lineare, ma dal click all’acquisto ci sono infiniti fattori che agiscono sulla persona e la spingono a effettuare l’acquisto. 

Più ne conosciamo, più abbiamo possibilità di aumentare la probabilità che l’acquisto venga effettuato.

Ma sto divagando, in realtà volevo dirti che la lista email che riesci a crearti nel tempo, composta da email di persone con le quali puoi creare un rapporto diretto, è molto più profittevole rispetto a tutti gli altri mezzi messi insieme.

Considera che una strategia ben studiata di email marketing, corredata di testi accattivanti e in linea con quello che il destinatario si aspetta, può portare a un ROI fino a oltre quattro volte superiore rispetto agli altri canali.

Casi di eccellenza, che onestamente mi piacerebbe studiare, hanno mostrato ritorni fino a 40X (quindi 1 euro investito che porta a 40 euro di ricavi). Direi niente male.

Per gli innovatori incalliti, quelli che guardano sempre e solo avanti, sembra che circa il 51% delle persone preferisca ancora ricevere sconti tramite email e non con mezzi più invasivi come SMS o messaggi Whatsapp. 

Le ragioni di questo sono abbastanza semplici da intuire, direi che è sufficiente basarsi su questi dati per attuare un bel piano d’azione per il nostro e-commerce.

Tutta questa sviolinata per dirti che sì, l’email marketing sembra ancora il canale di comunicazione preferito e che c’è qualcosa di concreto che puoi fare per aumentarne i rendimenti.

Stai facendo la tua ricerca online, Google, Bing o qualsiasi altro motore di ricerca non fa differenza; oppure stai guardando un post di un influencer o content creator che segui, clicchi sul link, atterri nella pagina e decidi di iscriverti alla newsletter per ricevere qualcosa.

Aspetti, guardi la casella di posta ma non accade niente, nessun messaggio, mail, sconto, promesse non mantenute, niente di niente.

Per quanto possa sembrare inverosimile, una percentuale incredibilmente alta di e-commerce non invia la mail di benvenuto!

Quello che non sanno, a quanto pare, è che questa tipologia di email ha un tasso di apertura in media 3,7 volte superiore rispetto alla migliore delle altre email.

 

Carrello Abbandonato

Ok Alessandro, tutti parlano di carrello abbandonato, sono anni che è utilizzato, perché me ne parli? La risposta è semplice: perché è facile farlo male!

Il carrello abbandonato è una mail molto efficace in termini di rendimento, ma spesso viene mal utilizzata.

Ad esempio, è possibile sbagliare a settarla e farla partire solo dopo che un utente ha effettuato il login.

Questo significa, in soldoni, che l’utente potrebbe abbandonare il carrello e tu non gli invii la mail perché in quel momento era ancora in navigazione da ospite.

Un’altra domanda alla quale puoi rispondere: inserisci prodotti suggeriti? Se sì, quali?

 

Segmenta la tua lista contatti

Anche questo consiglio è un evergreen che è sempre valido. Segmenti la tua lista contatti? Se sì, come?

Le scienze comportamentali non smettono di stupire e da quando marketer e aziende si sono interessate a quali meccanismi si innescano nella nostra mente, le teorie sui consumatori si sono moltiplicate.

Puoi segmentare gruppi di persone per interessi, generi, preferenze, comportamenti. 

Si può scendere in profondità in questo tipo di attività e ultimamente gli strumenti di IA sembrano raggiungere risultati eccezionali, sembra quasi che arrivino a conoscerci meglio di noi stessi.

Il consiglio, pratico e pragmatico in questo caso, è quello di gestire la segmentazione della lista contatti in base a tre criteri: quanto tempo puoi dedicare alla gestione della lista, quante persone possono gestire segmentazione, copy e tutte le attività collegate, e quanto budget puoi investire in quest’attività.

Il “massimo” possibile di queste risposte rappresenta l’impegno e la relativa profondità che devi raggiungere.

 

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