Traffico E-commerce: il ruolo dei Comparatori di Prezzo

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Introduzione

Se stai leggendo questo articolo probabilmente sei interessato a come acquisire utenti e traffico web per il tuo sito di vendita online, oppure magari stai pensando di aprirne uno e ti stai informando per iniziare a vendere online o ancora per aumentare le visite al sito di un tuo cliente che ha un sito e-commerce. 

Quale che sia il motivo, l’argomento del traffico è centrale.

Come già evidenziato in altri articoli, iniziare a fare e-commerce oggi non è difficile, nel senso che sono pochi gli ostacoli che si incontrano nel creare e mandare online un sito di vendita. 

Le difficoltà subentrano nel momento in cui, nella messa online, devono essere rispettati dei requisiti o si vuole raggiungere determinati risultati di vendita.

Un fattore spesso sottovalutato, che ha nella realtà dei fatti un impatto significativo, è il traffico, ossia il numero di utenti che giornalmente navigano il tuo sito web alla ricerca di prodotti o servizi che possano rispondere alle loro necessità.

Parlare di statistiche riguardo all’utilizzo di internet da parte delle persone, compresa la ricerca di prodotti o servizi, è ridondante.

Probabilmente lo usi in questo modo e, guardandoti intorno, vedrai decine e decine di persone che stanno utilizzando il proprio smartphone per navigare online.

Puoi pensare quindi a internet come a un oceano, nel vero senso della parola: è sconfinato, e nell’ambito e-commerce è necessario trovare il modo di attirare l’attenzione delle persone alle quali hai intenzione di vendere i tuoi prodotti.

I comparatori di prezzo sono una delle fonti di traffico maggiormente utilizzate dagli utenti. Secondo alcune stime, almeno il 50% delle persone che acquistano regolarmente online visitano con regolarità i siti di comparazione.

In questo articolo inizieremo a scalfire la superficie delle fonti di traffico (i comparatori di prezzo ovviamente non sono l’unica) e faremo un passaggio ulteriore verso la comprensione dei comparatori, entrando nel dettaglio di cosa sono, come funzionano e come è possibile integrarli in una completa strategia di digital marketing per e-commerce.

Diversificazione delle fonti di traffico

Prima di entrare nel dettaglio di quali siano e come funzionino le fonti di traffico, è doveroso parlare di diversificazione. 

Già in altri articoli faccio menzione di questo concetto, ma ribadirlo è necessario per comprendere l’importanza di un business online solido, che dimostri una buona tenuta nel medio e lungo periodo.

Per rappresentare in modo semplice e chiaro il concetto di diversificazione, si può fare riferimento al mercato azionario. 

Gli investitori che puntano esclusivamente su una o poche azioni, anche se non ne sono consapevoli, si espongono a rischi maggiori rispetto a chi diversifica il proprio portafoglio titoli grazie a strategie bilanciate. 

Questo non significa che il rendimento dei primi sarà necessariamente peggiore, ma semplicemente che si espongono a rischi più elevati.

Anche per quanto riguarda il traffico verso un sito e-commerce, affidarsi solamente a Google o a un solo canale social per intercettare i propri clienti può comportare rischi specifici. 

Vediamo insieme quali sono:

Dipendenza da una singola fonte

Il concetto di dipendenza è semplice: abbinarlo alle fonti di traffico significa che la quasi totalità del nostro traffico web proviene da una specifica fonte. 

Per chi opera nel web da diverso tempo, questo pensiero provoca reazioni tutt’altro che piacevoli. 

Affidarsi a una singola fonte di traffico espone infatti a diversi rischi, tra cui:

– Possibile riduzione o quasi azzeramento del traffico: gli applicativi web sono regolati da algoritmi, ossia insieme di funzioni e regole che determinano quali pagine o prodotti debbano avere maggiore o minore visibilità. 

Questi sistemi sono mutevoli e si aggiornano con frequenza. Ciò che funziona oggi potrebbe non andare bene domani, o perlomeno non rappresentare una garanzia di successo a lungo termine. 

Ad esempio, se l’algoritmo che regola il posizionamento nel motore di ricerca Google subisce un cambiamento significativo, il traffico che ne deriva può subire un forte contraccolpo.

BOX INFORMATIVO –  i Core Update di Google

I Core Update sono aggiornamenti dell’algoritmo di Google che impattano in maniera profonda sul posizionamento delle pagine web. Gli e-commerce che basano la propria strategia di traffico sulla SEO e sulla visibilità nei motori di ricerca devono essere consapevoli di come gestire eventuali cambiamenti. Ecco alcuni dei Core Update più conosciuti che negli anni hanno influenzato la visibilità online di molti siti web:

Google Panda (2011): questo aggiornamento si è concentrato sulla qualità dei contenuti, penalizzando i siti con contenuti duplicati, di bassa qualità o generici. Molti siti e-commerce che avevano descritto i prodotti con testi poco originali o copiati direttamente dai produttori hanno subito una perdita di visibilità.

Google Penguin (2012 e successivi aggiornamenti): Penguin ha colpito i siti che utilizzavano pratiche di link building manipolative, come l’acquisto di link o l’uso di link spam. Gli e-commerce che avevano accumulato backlink di bassa qualità o non pertinenti sono stati fortemente penalizzati.

Google Medic Update (2018): inizialmente focalizzato sui siti medici e legati alla salute, questo aggiornamento ha colpito anche gli e-commerce che trattano prodotti relativi al benessere e alla salute. L’aggiornamento ha dato priorità all’autorevolezza, alla fiducia e all’expertise (E-A-T), penalizzando i siti con informazioni non sufficientemente autorevoli.

 

– Violazione di policy o regolamenti non correttamente esplicitati: può sembrare strano e incredibile che grandi aziende multinazionali come Google, Facebook e altre grandi organizzazioni che dominano il mercato del web producano regolamenti che non sono sempre particolarmente chiari, ma purtroppo è così. 

Non sono pochi i siti e-commerce che, inconsapevolmente, hanno violato norme poco chiare o vaghe, senza avere la possibilità di comprendere esattamente quale cavillo sia stato infranto. 

In caso di violazioni rilevanti, l’intero canale può essere bloccato, con conseguente perdita di traffico e fatturato.

 

Panoramica delle fonti

Fonti Primarie

Le fonti primarie sono quelle che generano traffico e si differenziano dalle secondarie per il fatto che le seconde lo acquisiscono da altre fonti, agendo di fatto come intermediari. Significa che hanno il controllo diretto sull’attrazione degli utenti, e tra queste possiamo trovare

Google ed altri motori di ricerca: da anni ormai Google è diventato il motore di ricerca principale, quasi da essere confuso con “internet” stesso da parte delle persone. Il traffico stesso proveniente dai motori di ricerca si divide in due grandi classificazioni:

SEO (Search Engine Optimization): ossia i risultati organici, o non a pagamento, che trovi in una pagina dei risultati a seguito di una ricerca da parte dell’utente. Le pagine che si posizionano tra i risultati non sono casuali ma sono frutto dell’elaborazione di complessi algoritmi ed elaborazioni dati. Essere in posizioni elevate della pagina dei risultati, come ad esempio le prime tre posizioni, permette di ottenere traffico verso il proprio sito senza pagare forme di pubblicità online.

SEM (Search Engine Marketing): anche in questo caso si parla di acquisizione traffico nei motori di ricerca, ma a differenza della SEO vengono messe in piedi delle campagne pubblicitarie. Queste hanno ovviamente un costo e la quantità di traffico che si può raggiungere è direttamente proporzionale al budget investito.

Canali Social: Facebook è stato il primo e ha rappresentato un nuovo modo di utilizzare internet. Instagram, TikTok, Pinterest, Twitter (X), oggi ci sono molti canali social che si differenziano principalmente per il target di utenti che riescono a intercettare. Anche in questo caso acquisire traffico da queste fonti può essere fatto in modo organico tramite post, immagini o video, o a pagamento. Quasi tutti questi strumenti hanno a disposizione una piattaforma per creare annunci pubblicitari.

Email & SMS Marketing: sono le comunicazioni dirette con le persone che ti hanno lasciato il contatto. Anche questo canale rientra tra le fonti primarie perché dal momento in cui hai il contatto, non necessiti dell’intermediazione di altre fonti di traffico. La raccolta dei contatti può avvenire in modi differenti tra cui sicuramente il canale online spicca, ormai sarai sicuramente abituato ai pop-up di iscrizione appena atterri in un sito web. Esistono poi anche i canali offline e altre modalità di raccolta come fiere ed eventi, durante le quali puoi offrire sconti o promozioni specifiche per quell’evento. Oppure ancora molti applicativi permettono di offrire ai propri clienti la possibilità di accedere a promozioni specifiche nel caso in cui riescano a far conoscere il tuo sito web a qualcuno di loro conoscenza.

 

Fonti Secondarie

Come ho anticipato per le fonti primarie, quelle secondarie rappresentano una sorta di intermediari di traffico. Non si parla quindi di “generatori” di traffico come possono essere Google, i principali motori di ricerca o alcuni canali social, nei quali le persone si collegano direttamente senza passare da altri siti o app.

Tra le fonti secondarie puoi trovare:

I comparatori di prezzo: oltre ad essere l’argomento principale di questo articolo, sono un ottimo canale dal quale acquistare traffico supplementare rispetto a quelli principali. Il traffico che naviga nei comparatori di prezzo è altamente profilato per procedere all’acquisto ed è loro compito intercettare le persone nel momento in cui sono propense a concludere la transazione.

Siti di recensioni e blog: in modo simile ai comparatori di prezzo, ruotano intorno agli e-commerce e al mondo dello shopping online. Simili a questi siti abbiamo anche quelli di coupon e di codici sconto.

Siti di affiliazione: si tratta di siti che promuovono e sponsorizzano i prodotti di un e-commerce. Il loro compenso è variabile in funzione delle vendite che riescono a far concludere all’e-commerce a cui sono associati.

Altre piattaforme pubblicitarie: aziende come Criteo, Taboola e Outbrain sono piattaforme pubblicitarie grazie alle quali un e-commerce può acquistare traffico web. Il loro utilizzo si colloca all’interno di strategie di advertising complete e ricche di variabilità. Come abbiamo indicato nel paragrafo riguardante la diversificazione, è importante acquisire utenti per il proprio sito spaziando tra le piattaforme disponibili, senza dipendere interamente da una singola fonte.

 

Origine del Traffico

Abbiamo capito che la differenza tra le fonti primarie e quelle secondarie sta principalmente nella presenza dell’intermediazione nell’acquisizione del traffico. 

Acquisendo traffico dalle fonti primarie, attingi direttamente dalla fonte; nel caso di quelle secondarie, invece, il traffico proviene da un intermediario che potrebbe essere, ad esempio, Trovaprezzi.

Questa differenza è rilevante per la gestione di campagne di marketing mirate a un messaggio o una promozione specifica.

Quando, ad esempio, vuoi fare una campagna promozionale per un target specifico, come gli amanti di prodotti per la salute e il benessere, su piattaforme come Google ADS e Business Manager di Meta (fonti primarie) puoi selezionare tra i segmenti esistenti o crearne uno personalizzato che risponda alle caratteristiche richieste.

Nei comparatori, ad esempio, questo non è possibile, ed è per questo che è importante scegliere canali di acquisizione del traffico in linea con le proprie strategie di marketing.

Sulle fonti primarie, quindi, puoi esercitare un livello di controllo maggiore, che si traduce in maggiore linearità e coerenza tra fonte di acquisizione, offerta e messaggio promozionale.

 

Quanto investire nelle varie fonti

Il bilanciamento del budget pubblicitario tra le varie fonti di traffico è centrale per creare una strategia di presenza web e acquisizione di traffico solida, redditizia e sostenibile.

Abbiamo già parlato di quanto sia importante differenziare le fonti per evitare dipendenze, ora invece ci concentreremo sulla giusta strategia per ottenere il massimo del traffico e renderlo redditizio.

L’acquisizione del traffico su Google avviene a base d’asta, ossia i vari merchant competono per occupare una determinata posizione. I clic per stare in prima posizione costano ovviamente più di quelli per occupare posizioni secondarie.

Oltre una certa soglia, il costo per l’acquisizione di un singolo clic aumenta più che proporzionalmente. Facciamo un esempio:

Se per i primi cento clic il costo di acquisizione è 0,10€ per clic, per i clic successivi potrebbe essere 0,11€, e man mano che saliamo di posizione possiamo anche arrivare a incrementi superiori al 100%.

Se quindi consideriamo un budget di spesa di 110€, potremmo dividere il budget in due frazioni, così allocati:

100€: Google ADS

10€: Comparatore di prezzo

Questo è ovviamente un esempio estremamente semplificato, ma ben rappresenta il concetto che è possibile identificare la giusta proporzione per acquisire il traffico a un costo ottimale, tenendo conto della quantità di clic ricevuti.

In ambito e-commerce, ogni settore merceologico è una storia a sé. I costi per clic sono estremamente variabili e possono passare da pochi centesimi a diversi euro. Questa variabilità è causata dalla competizione nei vari settori: quanto più un prodotto è redditizio, tanto più nasceranno aziende ed e-commerce che vorranno venderlo.

Per questo è importante capire come evolve il mercato online, come cambiano gli equilibri di un determinato settore e tenere conto che la situazione attuale per l’acquisizione del traffico è in costante cambiamento.

 

Budget e Costi

Probabilmente hai il compito diretto di portare un risultato economico positivo, magari sei l’imprenditore o l’e-commerce manager, e le tue azioni verranno misurate in base al risultato finale dopo aver sommato tutti i costi e sottratto tutti i ricavi.

Affinché il valore riportato dopo la linea sia positivo e, soprattutto, si mantenga positivo (non sia cioè frutto di casi fortuiti), comprendere quali sono i meccanismi alla base della nascita di un costo è centrale. Avere la padronanza di queste regole ti aiuta a prendere scelte consapevoli, sapere quali leve utilizzare e creare un piano d’azione efficace.

Gli obiettivi stessi che ti porrai saranno razionali, misurabili e non frutto di banalizzazioni come “guadagnare di più” o “fare un utile”.

Ognuna delle fonti che abbiamo individuato nel precedente paragrafo ha meccanismi di costo e impostazioni del budget differenti, ma prima di entrare nel merito delle tipologie, è bene soffermarsi un attimo su ciò che il budget rappresenta.

La maggior parte delle aziende e-commerce che non raggiungono risultati positivi non calcola il budget da destinare alla pubblicità online. Questa mancanza di pianificazione può sembrare innocua, ma in realtà è figlia di superficialità e impreparazione in ambito advertising.

Pianificare il budget per l’anno ti permette, ad esempio, di destinare risorse nei vari mesi in base all’attitudine di spesa dei propri clienti in quei determinati mesi dell’anno.

Iniziamo con l’analizzare i tipi di costo, o meglio, quando sostieni il costo e in base a quale azione dell’utente.

La discriminante principale è il tipo di campagna e di fonte che stiamo prendendo in considerazione, ma per concentrarsi sugli elementi essenziali, possiamo affermare che sostieni il costo quando:

– L’utente visualizza un contenuto web. L’esempio più evidente che puoi immaginare è quando una persona vede un contenuto in un feed social. In termini tecnici si parla di “impressione”, quindi non quando clicca, ma semplicemente quando lo vede.

– L’utente clicca nell’annuncio. Si può trattare di un annuncio di prodotto, di un video, di un carosello social o di qualsiasi altro formato. Il costo viene sostenuto al momento del clic.

– L’utente effettua un acquisto nel sito. Alcune fonti come le affiliazioni o le vendite nei marketplace come Amazon o eBay prevedono il pagamento in percentuale al momento in cui si concretizza la vendita.

So già che stai pensando che delle tre la terza è quella che ti piace di più, ma prima che la tua opinione si cristallizzi, considera che, ad esempio, la seconda, ossia quella relativa ai clic ricevuti, ha un rendimento variabile in base alla capacità di conversione del tuo sito web.

Questo significa che se ricevi 100 clic e ottieni una conversione, hai un tasso di conversione dell’1%, ma se effettui delle modifiche al sito, ad esempio aggiungendo le recensioni nelle schede prodotto, e il tasso di conversione raddoppia, farai 2 vendite per gli stessi 100 clic. Venderai di più senza aumentare il costo che dovrai sostenere.

In termini operativi, si traduce in attività di marketing differenziate per ogni singola fonte. 

Prendiamo ad esempio Google ADS, nello specifico per le campagne shopping, un formato particolarmente importante per le aziende che operano con il modello di business dell’e-commerce. Il costo della campagna dipende dai clic ricevuti, ma il rendimento non dipende solo da questo

Un sito con alte performance, associato a un brand particolarmente ben posizionato, avrà un tasso di conversione maggiore. Prova quindi a immaginare di dover decidere dove allocare il tuo budget: solo nel miglioramento delle performance del sito, solo nell’acquisizione del traffico tramite le campagne shopping, oppure in un punto di equilibrio tra i due?

Il budget viene direttamente impostato nella piattaforma pubblicitaria e può essere associato all’interno dell’account o alla singola campagna creata. Quasi tutte le piattaforme permettono di indicare anche un inizio e una fine della campagna.

Prendiamo come esempio YouTube; in YouTube Studio puoi decidere di sponsorizzare singoli video, per un determinato periodo, con una spesa pubblicitaria a scelta.

 

Ruolo dei comparatori

Acquisizione nuovo traffico dalle fonti primarie

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Posizionamento organico su Google dei comparatori di prezzo

Quando un sito web e-commerce acquisisce traffico da Google, sia tramite SEO (organico) che SEM (a pagamento), si scontra inevitabilmente con un limite di saturazione. 

Anche investendo un budget considerevole, non è possibile ottenere il 100% del traffico per una determinata chiave di ricerca, indipendentemente dalle strategie adottate o dall’aumento del budget pubblicitario.

Cosa succede a quella parte di traffico che non riesci a catturare direttamente?

Questo traffico viene distribuito tra gli altri siti o aziende che competono per la medesima query di ricerca. Tra questi soggetti ci sono i comparatori di prezzo, che acquisiscono parte del traffico non solo tramite strategie SEO e SEM, ma anche grazie al traffico generato dai canali social o altre fonti digitali.

Il valore strategico dei comparatori di prezzo risiede nella loro capacità di catturare quel traffico che il tuo e-commerce non riesce a intercettare autonomamente.

Investire una parte del tuo budget pubblicitario in campagne sui comparatori di prezzo ti consente di recuperare una porzione di quel traffico “disperso” che, altrimenti, verrebbe convogliato verso i tuoi concorrenti.

In questo modo, puoi aumentare la percentuale complessiva di traffico verso il tuo sito, andando oltre ciò che puoi ottenere direttamente su Google o dai canali social.

 

Concorrenti e quote di mercato

Per comprendere pienamente i benefici che i comparatori possono portare al tuo business e-commerce, è essenziale considerare il ruolo dei competitor.

Le aziende che competono nel tuo stesso settore e che utilizzano comparatori di prezzo aumentano la loro visibilità e, al tempo stesso, si posizionano nel mercato, sfruttando ogni opportunità per sottrarre quote di mercato.

Se un e-commerce non è presente su questi comparatori, perde un’importante fetta di traffico che verrà acquisita dai concorrenti.

Molti e-commerce valutano l’uso dei comparatori esclusivamente in base al rendimento diretto misurato tramite strumenti di analisi come Google Analytics. 

Se i risultati non sembrano all’altezza delle aspettative, è comune decidere di ridurre o eliminare gli investimenti in questo canale.

 

Cosa succede se non investi nei comparatori di prezzo?

Quando abbandoni un canale come i comparatori, i tuoi concorrenti ne approfittano per ottenere una maggiore visibilità e un maggiore volume di traffico verso i loro siti.

Questo incremento di visibilità può tradursi in un aumento delle loro vendite, soprattutto se adottano le giuste strategie di prezzo combinate con strumenti di marketing avanzati.

Nel lungo termine ciò si traduce in un incremento della loro clientela e del fatturato, mentre la tua quota di mercato rischia di ridursi progressivamente.

 

Come acquisiscono traffico i comparatori di prezzo?

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Schermata di Download dell'App di Trovaprezzi

Abbiamo visto che prevalentemente i comparatori rappresentano una fonte di traffico secondaria, e hanno perciò bisogno di appoggiarsi ad altre fonti come i motori di ricerca (Google o Bing, ad esempio) e i canali social.

La parola “prevalentemente” non è stata utilizzata casualmente. Dal momento in cui un comparatore fidelizza il proprio traffico, non è necessariamente detto che l’utente fidelizzato inizi la navigazione su un motore di ricerca o su un canale social.

Alcuni di questi comparatori hanno, ad esempio, un’app proprietaria che ha lo scopo di far diventare il comparatore stesso un motore di ricerca, e se una persona scarica l’app, con molte probabilità non effettuerà più (o non sempre) ricerche su Google o Amazon. 

Puoi ben immaginare il motivo per cui i vari comparatori cerchino in ogni modo di creare un rapporto con gli utenti; per loro, rispetto agli e-commerce, probabilmente è più complesso.

Si parla pur sempre di intermediari e, se tu fidelizzi i tuoi clienti, avviene lo stesso meccanismo per cui la ricerca viene bypassata dai motori di ricerca verso i comparatori, e quindi dai comparatori verso gli e-commerce direttamente.

Il traffico nei motori di ricerca viene acquisito attraverso schede prodotto che hanno lo scopo di mettere in evidenza l’offerta dei singoli merchant che si affidano al comparatore. All’interno dei vari siti di comparatori sono spesso presenti anche sezioni blog.

Una volta che il traffico viene acquisito, oltre all’utilizzo dell’app proprietaria, incentivano anche l’iscrizione alla lista contatti (cosa consigliata vivamente ad ogni e-commerce), per capitalizzare gli investimenti sostenuti nell’acquisizione del traffico.

 

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Pagina Instagram di Stileo

Come iscriversi ai comparatori di prezzo

Iniziamo adesso a entrare nel vivo, descrivendo i passaggi necessari per fare in modo che i tuoi prodotti siano presenti all’interno del catalogo prodotti dei comparatori.

Nel prossimo capitolo ci concentreremo sull’elenco dei comparatori, sulle caratteristiche degli stessi, sul loro settore merceologico e sul tipo prevalente di target. Quindi, per ora, assumiamo di aver scelto il comparatore giusto e concentriamoci esclusivamente sulle azioni operative.

 

Preparazione del catalogo prodotti

Buona parte delle strategie e delle azioni necessarie per creare un catalogo prodotti efficiente da inviare ai comparatori riguarda la normale gestione di un e-commerce. 

Avere schede prodotto di qualità è essenziale per vendere e, come abbiamo visto in precedenza con l’esempio sul tasso di conversione, per massimizzare gli investimenti pubblicitari.

A cascata, i vantaggi saranno presenti anche nel caso dei comparatori di prezzo. 

In estrema sintesi, ci sono due macro tipologie di obiettivi da raggiungere: obiettivi qualitativi e quantitativi. 

I primi riguardano la propensione degli utenti intercettati ad acquistare, quindi dovranno avere ottimi rendimenti in termini di tasso di conversione, iscrizioni alla lista contatti, al programma fedeltà e in generale azioni di conversione.

Il secondo punto, invece, riguarda quante persone attirare. È evidente che il numero di persone è direttamente collegato al fatturato potenziale, quindi è importante dedicare attenzione anche a questo aspetto per rendere l’investimento sensato e vantaggioso.

Un’ultima precisazione che non può essere ignorata è il settore merceologico. 

Come ben sai, ogni prodotto ha delle caratteristiche peculiari che dipendono in gran parte dal tipo di prodotto. 

Non avrebbe senso indicare la classe di consumo per prodotti che non rientrano nella categoria elettrodomestici, come non avrebbe senso dare indicazioni riguardanti la suola per dei forni a microonde.

Le informazioni che dovranno quindi essere inviate dal proprio CMS e-commerce al comparatore di prezzo saranno informazioni essenziali, valide per tutti i tipi di prodotto, e informazioni specifiche per la categoria a cui il prodotto appartiene.

Queste informazioni sono:

Titolo dettagliato: il titolo dovrebbe essere chiaro e includere elementi come marca, modello e caratteristiche principali. Ad esempio, invece di “Smartphone X”, potresti scrivere “Smartphone X 128GB Display OLED”.

Descrizione completa: fornisci una descrizione approfondita che evidenzi le funzionalità, i vantaggi e qualsiasi informazione aggiuntiva che possa aiutare l’utente a prendere una decisione informata.

Immagini di alta qualità: utilizza immagini professionali che mostrino il prodotto da diverse angolazioni. Le immagini sono spesso il primo elemento che attira l’attenzione dell’utente.

Prezzo aggiornato: verifica che i prezzi siano sempre corretti e competitivi. Ricorda di includere eventuali sconti o promozioni attive.

Disponibilità del prodotto: indica con precisione la disponibilità in magazzino per evitare ordini che non possono essere evasi tempestivamente.

Specifiche tecniche e attributi: fornisci dettagli come dimensioni, peso, materiali e qualsiasi altra specifica rilevante per il prodotto.

Codici identificativi: includi codici come EAN, UPC o ISBN. Questi aiutano i comparatori a categorizzare correttamente i tuoi prodotti e a confrontarli con quelli della concorrenza.

Ricordati di creare coerenza tra ciò che scrivi e quindi che l’utente leggerà e ciò che troverà nel sito web dopo aver cliccato. 

Se il prodotto corrisponde fedelmente a ciò che comunichi, le probabilità che l’investimento che hai sostenuto per il clic porti i suoi frutti sono necessariamente più elevate.

Diversamente, quando le persone si trovano in una scheda prodotto che non si aspettano, faranno un rimbalzo, ossia usciranno dalla pagina senza fare ulteriori azioni o comunque senza leggere le informazioni in essa contenute.

 

Invio delle informazioni prodotto: Feed & API

Dopo aver correttamente descritto e catalogato i prodotti, è necessario inviare le informazioni degli stessi al comparatore di prezzo. Questo aspetto riguarda principalmente l’ambito IT, la parte più tecnica e da “smanettoni”, ma una breve accenno non può che far bene.

Ci sono due modi principali per inviare le informazioni di prodotto: tramite feed di dati (una sorta di file Excel) e tramite API, una sorta di flusso automatico tra il tuo e-commerce e il comparatore.

Senza entrare nel tecnico, qui c’è poco da dire, se non che gli e-commerce più utilizzati, come Shopify, hanno a disposizione molte app che permettono di comunicare con facilità le informazioni di prodotto.

 

Quali prodotti inviare ai comparatori

Quanti prodotti hai a catalogo? 

Quali sono quelli che vendi di più e quali, invece, hanno una rotazione di magazzino più bassa? 

Queste domande sono essenziali per comprendere come la scelta dei prodotti da inviare al comparatore faccia la differenza in termini di risultati economici.

Quasi tutti i comparatori addebitano il costo al clic dell’utente, e convogliare il traffico verso i prodotti con maggiore probabilità di conversione farà sì che questa fonte di traffico ottenga un buon tasso di conversione, con conseguente ROI (ritorno sull’investimento) positivo e profittevole.

Ci sono anche altri aspetti da considerare, come quelli legati al modello di business. 

Prodotti di primo prezzo o orientati alla qualità, ovviamente, influenzano le strategie. 

Se un prodotto costa, ad esempio, 9,90€, difficilmente potrà sostenere l’investimento diretto in traffico. Immagina che un clic costi 10 centesimi e che per ogni vendita siano necessarie 30 visite. Ogni vendita ti costerà 3€, probabilmente troppi in relazione al prezzo del prodotto.

Risulta evidente che anche in questo aspetto è necessario studiare una strategia ben ponderata che tenga conto di fattori come marginalità, tipo di catalogo e necessità di business. 

In generale, però, è possibile indicare alcune caratteristiche essenziali che i prodotti devono avere per essere inviati ai comparatori, come:

– Disponibilità immediata: in generale, i prodotti che sono immediatamente disponibili per la spedizione vengono preferiti a quelli che richiedono lunghi tempi di attesa.

– Alta marginalità: come nell’esempio precedente, il prezzo dei prodotti è direttamente collegato alla convenienza della vendita, specialmente nel caso di meccanismi di acquisizione basati sul PPC (pay per clic).

– Logiche di business: potresti aver acquistato uno stock di prodotti o avere, a fine stagione, una quantità eccessiva di un determinato modello. In questi casi, potresti decidere di non fare troppe valutazioni di convenienza, ma semplicemente vendere e monetizzare.

– Prodotti ad alta conversione: i classici prodotti civetta o comunque molto richiesti dal mercato. Non avrebbe molto senso togliere visibilità a prodotti che, con buone probabilità, porteranno alla vendita.

 

Elenco dei Comparatori di Prezzo

In questo paragrafo, esploreremo i principali comparatori di prezzo attivi in Italia, strumenti essenziali per massimizzare la visibilità dei tuoi prodotti e acquisire traffico supplementare rispetto alle fonti primarie come Google e i canali social. 

Ogni comparatore ha le proprie peculiarità e vantaggi, e la loro integrazione in una strategia di marketing digitale ben strutturata può fare la differenza in termini di traffico qualificato e vendite. 

Questi sono alcuni degli comparatori più conosciuti e utilizzati:

– Idealo
– Trovaprezzi
– Kelkoo
– Stileo 
– Drezzy 
– Stylight 
– Google Shopping

Idealo

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Pagina iniziale di Idealo, versione desktop

Idealo è uno dei comparatori di prezzo più conosciuti in Europa, con una forte presenza anche nel mercato italiano. 

Il sito si distingue per la sua interfaccia semplice e intuitiva, permettendo agli utenti di confrontare prezzi e caratteristiche di migliaia di prodotti in tempo reale. 

Idealo raccoglie offerte da vari settori merceologici, tra cui tecnologia, moda, elettrodomestici e articoli per la casa, rendendolo uno strumento versatile per gli e-commerce che desiderano raggiungere un pubblico ampio e variegato.

Vantaggi per gli e-commerce:

– Traffico altamente qualificato: gli utenti che visitano Idealo sono spesso pronti a completare l’acquisto, aumentando le probabilità di conversione.

– Monitoraggio competitivo: Idealo fornisce agli e-commerce strumenti per confrontare i prezzi dei concorrenti, offrendo insight utili per ottimizzare le strategie di pricing.

– Integrazione con Google Shopping: Idealo può fungere da ponte per migliorare la visibilità anche su altre piattaforme.

Link a Idealo.

 

Trovaprezzi

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Pagina iniziale Trovaprezzi - Codici sconto in evidenza per i nuovi utenti

Trovaprezzi è uno dei comparatori più utilizzati in Italia, con milioni di visitatori mensili. 

La piattaforma si focalizza principalmente su prodotti tecnologici, elettronica di consumo, e articoli per la casa, ma include anche altre categorie come abbigliamento e bellezza. 

Grazie alla sua notorietà e alla semplicità d’uso, Trovaprezzi è una delle piattaforme di comparazione di prezzo più efficaci per le aziende che desiderano incrementare il proprio traffico e vendite nel mercato italiano.

Vantaggi per gli e-commerce:

– Altissima visibilità: grazie alla sua popolarità tra gli utenti italiani, Trovaprezzi è una delle fonti di traffico secondarie più performanti in termini di volumi.

– Facile integrazione: i feed prodotti possono essere facilmente inviati tramite file CSV o XML, rendendo l’inserimento dei prodotti rapido e semplice.

– Traffico profilato: gli utenti di Trovaprezzi cercano spesso il miglior affare, il che li rende propensi ad acquistare una volta trovato il prodotto giusto al prezzo giusto.

Link a Trovaprezzi.

 

Kelkoo

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Pagina iniziale di Kelkoo - con vasto assortimento di categorie in evidenza

Kelkoo è un comparatore di prezzo che opera in diversi mercati internazionali, inclusa l’Italia. Con una lunga storia nel settore e-commerce, Kelkoo si è evoluto in una piattaforma di pubblicità e marketing digitale che offre soluzioni su misura per le aziende che vogliono espandere la propria visibilità online. 

La piattaforma offre una varietà di formati pubblicitari, dal CPC (Costo per Clic) ai modelli basati sulle performance.

Vantaggi per gli e-commerce:

– Ampia gamma di settori: Kelkoo copre numerosi settori, tra cui tecnologia, moda, viaggi e assicurazioni, rendendolo ideale per e-commerce che vendono prodotti diversificati.

– Gestione centralizzata: la piattaforma di Kelkoo consente di gestire le campagne in più paesi da un unico punto di controllo, semplificando l’espansione internazionale.

– Monitoraggio e reportistica: offre strumenti avanzati per monitorare il rendimento delle campagne e ottimizzare gli investimenti pubblicitari.

Link a Kelkoo.

 

Stileo

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Pagina iniziale di Stileo in versione Mobile

Stileo è un comparatore di prezzo specializzato nel settore della moda. 

Con un focus su abbigliamento, accessori e scarpe, Stileo rappresenta un canale chiave per i brand e-commerce che operano nel settore fashion. 

La piattaforma è particolarmente popolare tra gli amanti della moda e consente agli utenti di confrontare i prezzi di migliaia di articoli di marca in pochi click.

Vantaggi per gli e-commerce:

– Target specifico: perfetto per e-commerce nel settore moda, Stileo attrae un pubblico di utenti appassionati di shopping e moda, aumentando le probabilità di conversione per prodotti di abbigliamento e accessori.

– Collaborazioni con influencer: Stileo lavora spesso con influencer del mondo fashion, il che contribuisce ad aumentare la fiducia dei consumatori e a promuovere i brand presenti sulla piattaforma.

– Interfaccia visivamente attraente: il sito mette in risalto immagini di alta qualità, facilitando la decisione d’acquisto grazie a un’interfaccia user-friendly.

Link a Stileo.

 

Drezzy

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Pagina iniziale di Drezzy - versione mobile

Drezzy è un comparatore di prezzo che si concentra principalmente sul settore moda, offrendo una vasta gamma di prodotti che spaziano dall’abbigliamento agli accessori, fino alle scarpe. 

Parte del gruppo 7Pixel, che gestisce anche Trovaprezzi, Drezzy è progettato per soddisfare le esigenze di un pubblico che cerca abbigliamento alla moda a prezzi competitivi.

Vantaggi per gli e-commerce:

– Segmento di nicchia: concentrandosi sul settore moda, Drezzy attrae un pubblico altamente targettizzato, offrendo una buona opportunità per aumentare la conversione nel segmento fashion.

– Integrazione facile con Trovaprezzi: gli e-commerce che utilizzano Trovaprezzi possono facilmente estendere il loro catalogo anche su Drezzy, ampliando il bacino di utenti potenziali.

Link a Drezzy.

 

Stylight

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Stylight è un comparatore di prezzo internazionale con una forte specializzazione nel settore moda, bellezza e lifestyle. 

Offre un motore di ricerca per comparare i prezzi, Stylight include contenuti editoriali, consigli di stile e suggerimenti di tendenza, rendendolo una piattaforma influente nel mondo della moda.

Vantaggi per gli e-commerce:

– Esposizione a un pubblico internazionale: oltre all’Italia, Stylight è presente in diversi mercati europei, consentendo agli e-commerce di raggiungere una clientela internazionale.

– Strategia omnichannel: Stylight non è solo un comparatore di prezzo, ma offre anche contenuti editoriali che rafforzano la fiducia degli utenti e aumentano la probabilità di conversione.

– Focus su brand e lusso: grazie al suo target prevalentemente orientato al fashion e lifestyle, Stylight è ideale per e-commerce che offrono prodotti di marca o di lusso.

Link a Stylight.

 

Google Shopping

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Google Shopping è probabilmente il comparatore di prezzo più conosciuto al mondo. 

La piattaforma è integrata direttamente nei risultati di ricerca di Google e consente agli utenti di confrontare rapidamente prezzi e caratteristiche dei prodotti. 

Grazie alla sua potenza e alla sua integrazione con il più grande motore di ricerca del mondo, Google Shopping rappresenta una fonte di traffico imprescindibile per qualsiasi e-commerce che desidera raggiungere un vasto pubblico.

Vantaggi per gli e-commerce:

– Visibilità massima: essere su Google Shopping significa apparire direttamente nelle ricerche di Google, aumentando significativamente la visibilità dei tuoi prodotti.

– Integrazione con Google Ads: Google Shopping è strettamente legato alla piattaforma Google Ads, permettendo di gestire le campagne in modo efficiente e di ottimizzare i costi per clic.

– Targeting preciso: Google Shopping consente di raggiungere clienti altamente targettizzati, migliorando il ritorno sull’investimento grazie alla precisione del suo sistema di annunci.

Link a Google Shopping.

 

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