Ecommerce Management

Il volto dell’E-commerce: posizionamento, branding e rapporto con i clienti

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I tuoi clienti non parlano direttamente con te Come rappresenti il tuo e-commerce e impatto sui clienti Formazione e metodo del team assistenza Quali KPI per la soddisfazione dei clienti Domande Guida I tuoi clienti non parlano direttamente con te Immagina di entrare in un ristorante che ti è stato consigliato da un amico. Hai alte aspettative: ti è stato detto che il cibo è delizioso, l’atmosfera incantevole, e il servizio impeccabile.  Ma appena ti siedi, il cameriere ti accoglie con un sorriso a metà e un tono di voce che sembra più irritato che entusiasta. L’ordinazione è lenta e, quando finalmente il piatto arriva, ti accorgi che manca un ingrediente fondamentale.  Anche se non hai mai incontrato il proprietario, è probabile che, in quel momento, la tua opinione sull’intero ristorante e su chi lo gestisce sia ormai compromessa. Cosa è successo? Non hai mai avuto una conversazione diretta con il proprietario, ma la tua esperienza è stata modellata da chi lo rappresenta. Il cameriere è diventato, per te, la “voce” del ristorante, anche se di fatto è solo una piccola parte dell’organizzazione. Questo esempio può sembrare banale, ma è precisamente quello che accade ogni volta che un cliente interagisce con la tua azienda, specialmente online.  Non importa quanto tu possa essere attento ai bisogni dei tuoi clienti o quanta cura tu metta nel tuo business: la maggior parte delle volte, i clienti non parlano con te direttamente.  Parlano con il tuo sito web, con il tuo team di customer care, con i tuoi post sui social media. E ognuna di queste interazioni contribuisce a costruire – o distruggere – la percezione che hanno di te e della tua attività. Questa è una realtà spesso trascurata. Si tende a pensare che, una volta definito il tono della comunicazione o stabilite le linee guida aziendali, queste verranno automaticamente trasferite ai clienti.  Ma il passaggio di informazioni è tutt’altro che perfetto. Il messaggio che arriva non è sempre quello che hai immaginato. Ed è qui che risiede la sfida: il modo in cui il tuo pensiero imprenditoriale viene tradotto attraverso le persone o gli strumenti che rappresentano la tua azienda determina l’esperienza del cliente. Come rappresenti il tuo e-commerce e impatto sui clienti Per capire quanto sia cruciale l’immagine che il tuo team, sito e canali social danno del tuo e-commerce, considera questo: il tuo cliente non vede la tua azienda come una struttura fatta di reparti, persone e processi.  Non vede tutto il lavoro dietro le quinte, le riunioni di strategia, o i tuoi pensieri sull’importanza di un’esperienza cliente impeccabile.  No, ciò che vede è semplicemente quello che viene presentato loro.  Calza a pennello in questo caso la metafora dell’iceberg: il cliente vede solo la punta che emerge, la parte visibile del tuo business. Ed è proprio questa “punta” che determina la percezione che ha della tua azienda. Credo che tu abbia alcuni brand di abbigliamento preferiti e che ti ispirano fiducia.  Magari è il logo, il design accattivante del sito web, o forse le recensioni positive che hai letto. Ma cosa succederebbe se il pacco che aspettavi con impazienza arrivasse in ritardo, e il servizio clienti fosse scortese nel risponderti?  La fiducia che avevi riposto in quel marchio si incrinerebbe, e molto probabilmente inizieresti a cercare delle alternative.  Anche il marchio più amato può essere messo in difficoltà da una cattiva rappresentazione, perché tutto ciò che il cliente percepisce contribuisce a costruire la sua realtà su di te. Come viene rappresentato il tuo e-commerce ai tuoi clienti non è solo la facciata del tuo sito o la cortesia del tuo team di customer care, ma l’insieme di ogni punto di contatto che i clienti hanno con il tuo brand.  E ognuno di questi punti è un’opportunità per confermare – o danneggiare – la percezione positiva che hai costruito. E-commerce che superano determinati limiti di dimensioni e fatturato devono affidarsi a team per gestire le comunicazioni, le vendite, o il servizio clienti e se rientri in questa casistica devi ricordarti di un concetto fondamentale: le persone che rappresentano la tua azienda sono, agli occhi del cliente, la tua azienda.  Per loro, quella singola interazione può essere l’unico modo per “conoscerti”. È importante comprendere che ogni parola, ogni gesto, e ogni click sul tuo sito web ha il potere di influenzare l’idea che si fanno del tuo brand. E come spesso accade nella psicologia umana, le prime impressioni sono dure a morire (effetto Primacy per gli appassionati di psicologia del consumatore e bias cognitivi). Se vuoi che i tuoi clienti abbiano un’immagine del tuo e-commerce come la tua, devi garantire che la comunicazione sia allineata con il tuo pensiero imprenditoriale, che i valori che intendi trasmettere siano percepiti in modo coerente e positivo. In altre parole devi assicurarti che la “punta dell’iceberg” sia abbastanza solida da riflettere la forza e la stabilità della tua impresa. Formazione e metodo del team assistenza Quando hai acquistato qualcosa online per quale motivo (se lo hai fatto), hai contattato l’assistenza cliente? Sicuramente avevi bisogno di informazioni o hai avuto qualche problema con l’ordine.  Magari hai atteso il pacco con impazienza, ma qualcosa è andato storto. Forse l’articolo è danneggiato o, peggio ancora, non è mai arrivato.  In quel momento, non stai cercando solo una soluzione rapida, stai cercando qualcuno che capisca la tua frustrazione e che sia in grado di risolvere il problema con competenza e gentilezza. É proprio per fare in modo che il team di assistenza clienti sia in grado di risolvere problema con competenza e gentilezza che la formazione gioca un ruolo fondamentale. La formazione non si limita a fornire informazioni tecniche di base, dettagli dei prodotti o dei processi operativi. Il personale deve essere messo in grado di reagire e interagire in modo efficace con i clienti, anche nelle situazioni più difficili. Gli script rappresentano un valido supporto ma non sono sufficienti.  A riguardo ti ricordi la sensazione di parlare con qualcuno che ti risponde cose che non riguardano la conversazione

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E-commerce Manager 2024 – Competenze necessarie – Parte 1

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L’Importanza dell’E-commerce Manager Competenze e Sfide dell’E-commerce Manager Competenze Essenziali e Approcci Strategici Questo articolo ti è utile se Domande Guida 3 Consigli da applicare subito L’Importanza dell’E-commerce Manager Tra le tante professioni digitali che sono emerse negli ultimi anni e che si sono evolute, quella dell’e-commerce manager è una di quelle di maggior interesse.  La sua figura è diventata centrale per tanti modelli di business, superando i limiti del B2C e diventando di interesse anche per realtà aziendali B2B, che al netto della velocità con la quale stanno realizzando il proprio processo di digitalizzazione, sentono la necessità di strutturare e ottimizzare i processi e-commerce grazie a figure professionali specializzate. Aziende e-commerce pure player o retail con sfumature omnichannel, anche nel tipo di e-commerce, vedono nell’e-commerce manager una figura chiave per creare collegamenti nel percorso di acquisto degli acquirenti, che ormai non distinguono più tra online e offline, ma integrano i vari punti di contatto in modo fluido e dinamico.  Gli imprenditori che hanno iniziato prima di altri o che hanno saputo cogliere le opportunità legate a queste dinamiche, hanno strutturato un management in grado di rendere l’e-commerce il fulcro delle attività di impresa.  La concorrenza in questo è spietata e lascia poco spazio alle aziende che non sono in grado di capire l’importanza di una figura di congiunzione tra business, clienti, tecnologia e marketing.   Competenze e Sfide dell’E-commerce Manager Quando si parla di e-commerce manager, si fa riferimento a una figura in grado di passare dalla fase progettuale a quella di raggiungimento dei risultati, grazie agli sviluppi tecnologici e agli abbattimenti delle barriere all’ingresso nei vari processi da questi derivati.  Oggi la tecnologia permette di strutturare molti processi aziendali senza più dover ricorrere a programmatori o società di sviluppo.  Questo ha innescato un graduale abbattimento dei costi, rendendo possibile l’ingresso di molti concorrenti, con effetti negativi per diversi aspetti dell’attività d’impresa (uno tra tutti l’abbattimento dei prezzi di vendita). Acquisire spazi ed emergere oggi è tecnicamente semplice, ma difficile nella realtà.  Nei motori di ricerca gli annunci a pagamento hanno surclassato la visibilità dei posizionamenti organici, il numero di clic da ricerche organiche sta diminuendo nonostante l’aumento delle ricerche e, se parliamo di social media, il numero di visualizzazioni organiche è ai minimi storici.  Il mondo degli influencer è in difficoltà a causa dello scollamento che i suoi grandi rappresentanti hanno creato rispetto al proprio pubblico, e forse questa è una buona notizia, sempre che l’imprenditore o il manager abbia le conoscenze per strutturare campagne di influencer marketing efficaci e sostenibili.   Competenze Essenziali e Approcci Strategici Sono tanti i motivi per i quali oggi è fondamentale ricercare un e-commerce manager in grado di sostenere il cambiamento.  Quali caratteristiche deve quindi avere un e-commerce manager?  La più importante è sicuramente l’esperienza; percorsi di studio e corsi online sono una grandissima fonte di informazioni di qualità, e YouTube stesso è forse la migliore fonte di formazione online che si possa trovare, con un livello qualitativo delle informazioni che, se sai fare le giuste domande, sta progressivamente aumentando.  Ma quanti possono dire di avere realmente esperienza in ambito manageriale per e-commerce di piccole, medie o grandi dimensioni? Oppure, di quale ambito dell’e-commerce stiamo parlando? Marketing? CMS e aspetti tecnici? È auspicabile che un e-commerce manager abbia competenze in tutti gli elementi che lo compongono?  Sembra proprio di no e, personalmente, mi farei qualche domanda se una persona volesse rassicurare riguardo alla propria capacità di essere il numero uno in tutto.  L’e-commerce manager equilibrato è quindi colui che è in grado di agire quando può raggiungere un livello qualitativo significativo, delegare a persone con competenze verticali il compito richiesto e coordinare persone o team verso il raggiungimento degli obiettivi. Riguardo all’esperienza poco c’è da aggiungere: si raggiunge facendo, affrontando difficoltà, commettendo errori e cercando soluzioni per ripararli.  Sulle conoscenze, lo studio è la chiave, condita con curiosità ed estro nell’avventurarsi a cercare soluzioni non convenzionali, fosse anche solo per acquisire vantaggi rispetto alla concorrenza.  Nell’operatività è però necessario condividere un concetto che non è affatto semplice o scontato.  Come uno sportivo professionista si deve allenare fino ad automatizzare tutti i movimenti del corpo e velocizzare la decisione da prendere, un e-commerce manager deve avere una bussola per orientarsi in modo strutturato all’interno del mondo della gestione dell’e-commerce. Quando poi deve prendere le decisioni, deve dare sfogo alla creatività e alla fantasia per realizzare il vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti che adottano esclusivamente approcci standard.  Un po’ come dire: “conoscere le regole alla perfezione e capire quando infrangerle”.  Per fare questo, checklist e protocolli possono aiutare, fornendo spunti per valutare velocemente quali sono gli ambiti che necessitano di interventi urgenti e quali, invece, raggiungono già un buon livello qualitativo, dove un miglioramento rappresenterebbe la ciliegina sulla torta. Prendendo in considerazione la figura reale dell’e-commerce manager (non quella su LinkedIn dove di fatto rappresenta un copywriter junior), il suo ambito d’intervento riguarda: – Catalogo Prodotti– Gestione Ordini– Gestione Clienti– Marketing– Posizionamento Organico– Analisi e Reportistica– Aspetti Tecnici– Compliance e Normative   Attribuzione Media    Questo articolo ti è utile se 1. Sei un imprenditore o manager che gestisce un e-commerce e vuoi ottimizzare le prestazioni del tuo negozio online.2. Stai cercando di comprendere meglio il ruolo dell’e-commerce manager e le competenze necessarie per eccellere in questo campo.3. Vuoi migliorare l’efficacia delle tue strategie di marketing digitale, posizionamento organico e gestione clienti.4. Ti interessa conoscere come affrontare la concorrenza crescente nel settore dell’e-commerce attraverso l’ottimizzazione di processi e strumenti tecnologici.5. Desideri esplorare soluzioni pratiche e concrete per aumentare la redditività e la sostenibilità del tuo business online. Domande Guida 1. Quali sono le principali competenze che un e-commerce manager deve possedere per avere successo? 2. Come può un e-commerce manager contribuire a superare la concorrenza spietata nel settore digitale? 3. In che modo la tecnologia ha abbattuto le barriere all’ingresso per le imprese e-commerce e quali sono le implicazioni di questo cambiamento? 4. Perché è fondamentale integrare efficacemente i punti di contatto online

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Perché il mio e-commerce non vende? Parte 2: Scheda prodotto

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Perché il mio e-commerce non vende? Fornisci immagini ad alta risoluzione e di alta qualità nella pagina del prodotto? Arricchisci la descrizione della scheda prodotto grazie allo Storytelling? Inserisci contenuti generati dagli utenti (o UGC)?​ Questo articolo ti è utile se Domande Guida 3 Consigli da applicare subito L’Impatto dell’E-commerce nel 2020 Riprendiamo la rubrica riguardante l’annosa domanda che gira e rigira nella testa di imprenditori e manager di marketing e di e-commerce: perché il mio sito e-commerce non vende?  Nell’articolo precedente ci siamo concentrati sulla proposta di valore e se non lo hai letto ti consiglio di farlo.  È come un’aquila che osserva dall’alto per cercare la sua preda, ci vuole l’immagine generale alternata a passaggi specifici nei dettagli.  Quindi dalla proposta di valore ad ottimizzazioni pratiche che ti consiglio di iniziare a considerare come obbligatorie. Nessuno ovviamente ti impone di creare la scheda prodotto o altre pagine del tuo e-commerce al meglio, anzi, i tuoi competitors saranno felicissimi di sapere che i tuoi asset digitali non sono competitivi.  Ma se vuoi iniziare a spremere il tuo e-commerce per farlo lavorare ad alte performance, beh, ti consiglio vivamente di prendere seriamente in considerazione questo articolo.  Le frizioni sono infinite e ovunque, su molte non puoi nemmeno agire.  In che stato d’animo si trova la persona che sta navigando? È felice? Arrabbiata? Ha tamponato qualcuno nel traffico o un ausiliare del traffico gli ha fatto una multa perché era scaduto il tagliando del parcheggio?  Su queste cose non puoi ovviamente influire, ma su tutto quello che si presenta dopo che la persona ha iniziato a navigare il tuo sito sì. Il processo di acquisto si articola in più fasi: alcune intime dell’acquirente che riguardano la nascita del bisogno e del desiderio, altre riguardano l’acquisizione del traffico, e quella nella quale entreremo nel dettaglio in questo articolo è la conversione, ossia dopo che il traffico è stato acquisito.  Uno degli elementi più importanti online è la scheda prodotto. In questo articolo esamineremo tre motivi per cui la scheda prodotto non converte e, di conseguenza, il tuo e-commerce non vende, o almeno non come vorresti. Prima di iniziare, è doveroso un ulteriore inciso: la capacità di convertire, ossia il tasso di conversione, è una metrica strettamente collegata alle variabili economiche tra cui redditività e fatturato, e al ROAS, ossia alla capacità dell’investimento pubblicitario di produrre marginalità.  Per approcciarsi in modo pratico ad argomenti di questo tipo, è utile avvalersi di strumenti di management concreti, come checklist operative che producono risposte dirette ed immediate.  Concentrarti quindi sulla pratica, come se si trattasse di controlli di routine simili a quelli dei tagliandi delle auto. Con questo non intendo dire che questo lavoro si riduce ad un lavoro meccanico che non richiede attenzione attiva, tutt’altro. È come se la tua attenzione si focalizzasse su COME fare qualcosa, invece di lasciarla vagare alla ricerca di COSA fare.  Il cosa fare è importante quanto il come.  Il vantaggio di dividerlo in due fasi distinte sta nel fatto che in questo modo è possibile massimizzare l’efficacia dei controlli e delle operazioni. Non ti voglio far perdere ulteriore tempo, veniamo al fulcro dell’articolo e scopriamo insieme perché il tuo sito e-commerce non vende!   Fornisci immagini ad alta risoluzione e di alta qualità nella pagina del prodotto? Non ti dico niente di nuovo e probabilmente stai giudicando negativamente il fatto che nel 2024 c’è ancora qualcuno che ti parla di immagini della scheda prodotto, ma ti invito a fare un giro online, osservare attentamente 10/15 siti e verificare quanti manager di marketing avrebbero bisogno di leggere questo articolo.  L’immagine è il tuo primo biglietto da visita.  Ovviamente non è direttamente correlata alla qualità del prodotto, ma, rullo di tamburi, lo è per i tuoi potenziali clienti. A meno che non conoscano già il prodotto che devono acquistare, un’immagine di qualità aumenterà la qualità percepita del prodotto nella mente dell’utente che naviga il tuo sito e-commerce.  L’immagine del tuo prodotto deve quindi avere delle caratteristiche precise: 1. Alta risoluzione e alta qualità: queste caratteristiche parlano da sole. Chiarezza e nitidezza trasmettono qualità e cura del dettaglio, entrambi elementi che ispirano fiducia nel tuo cliente sia verso il prodotto sia verso chi lo vende (tu). 2. Colori realistici e ritocchi minimi: viviamo in un periodo in cui i social stanno rivoluzionando il modo di vivere e l’immagine. Ingannare il pubblico può forse avere vantaggi nel breve periodo, ma non aiuta a creare un posizionamento del brand forte o una clientela fidelizzata. Mostra esattamente ciò che vendi, ovviamente in modo professionale, ma non ingannare il tuo pubblico. 3. Offri più angolazioni: personalmente amo le macchine e vado pazzo per la Mercedes (oltre alla Ferrari ovviamente). Uno degli asset maggiormente utilizzati dalle aziende automobilistiche sono le immagini, e se anche tu navighi nei loro siti vedrai che offrono molte immagini di un veicolo. Anche se non vendi auto di lusso, fare una foto in più da un punto di vista diverso non può che arricchire la navigazione per il tuo utente. Arricchisci la descrizione della scheda prodotto grazie allo Storytelling? La descrizione della scheda prodotto (non i bullet point con le caratteristiche tecniche) ha l’ingrato compito di assolvere a obiettivi che tra loro non combaciano perfettamente (almeno questo è quello che ci hanno sempre detto i SEO).  Se da un lato il contenuto deve risultare attrattivo per i motori di ricerca, dall’altro deve anche convincere i clienti e fugare ogni dubbio riguardante il vantaggio del suo acquisto. Negli anni, gli algoritmi SEO si sono aggiornati e una comunicazione è sempre rimasta costante: l’aggiornamento intendeva premiare i contenuti utili per gli utenti.  Il modo di scrivere i contenuti è sempre stato condizionato da dogmi e verità che i professionisti del settore ritenevano inattaccabili.  Una per esempio era che la parola chiave doveva essere ripetuta innumerevoli volte, ma non troppe!  Alcuni strumenti di ottimizzazione fanno anche una media rispetto ai competitors per evitare il fenomeno del Keywords Stuffing. Non è mia intenzione banalizzare l’argomento,

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Perché il mio e-commerce non vende? Parte 1

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L’Impatto dell’eCommerce nel 2020 Problemi Comuni degli eCommerce Come Definire la Proposta di Valore L’Analisi di Mercato: Un Passo Fondamentale Questo articolo ti è utile se Domande Guida 3 Consigli da applicare subito Conosci il Value Propositions Canvas? L’Impatto dell’E-commerce nel 2020 Il 2020 sarà ricordato come l’anno in cui l’e-commerce è diventato una realtà quotidiana per molti italiani.  Sebbene rappresenti ancora una piccola frazione degli acquisti complessivi, è il canale di vendita che ha registrato la maggiore crescita negli ultimi mesi.  Durante il lockdown, l’e-commerce ha giocato un ruolo cruciale, diventando spesso l’unico motore dei consumi.  Questo ha avuto effetti duraturi sia sulla domanda che sull’offerta di mercato. Secondo uno studio dell’Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano e Netcomm, nel 2020 gli acquisti online in Italia hanno raggiunto i 22,7 miliardi di euro, segnando una crescita del 26% rispetto all’anno precedente.  Settori come il food&grocery (+56%) e l’arredamento & home living (+30%) hanno visto incrementi significativi. Anche settori più maturi come l’informatica e l’abbigliamento hanno continuato a crescere, seppur a ritmi inferiori. La Crescita dei Settori Chiave: – Food&Grocery: +56%, raggiungendo i 2,5 miliardi di euro.– Arredamento & Home Living: +30%, con un valore di 2,3 miliardi di euro.– Informatica ed Elettronica di Consumo: +18%, arrivando a 6 miliardi di euro.– Abbigliamento: +21%, con 3,9 miliardi di euro.– Editoria: +16%, raggiungendo 1,2 miliardi di euro. Nel 2020, l’incidenza dell’e-commerce B2C sulle vendite retail totali è aumentata dal 6% all’8%, con oltre 2 milioni di nuovi acquirenti online. Questa crescita è destinata a durare, grazie alla maggiore fiducia nei pagamenti digitali e all’abitudine acquisita durante il lockdown. Problemi Comuni degli E-commerce Quali sono le cause più comuni per le quali gli e-commerce non vendono? Ogni realtà, settore, e-commerce e situazione è unica ed è giusto che venga valutata singolarmente.  Possiamo individuare comunque dei fattori comuni da analizzare per capire perché alcuni e-commerce fanno fatica a crescere e a trovare il proprio posto in un mercato che, numeri alla mano, sembra essere attrattivo e inarrestabile. Proposta di Valore (o Unique Value Proposition) Uno degli aspetti più interessanti di questo lavoro (intendo l’e-commerce manager), è la possibilità di osservare tanti siti e realtà aziendali.  Individuare i fattori di successo di altri siti permette di allargare la propria mappa del territorio e individuare azioni migliorative in termini di risultati e possibilità.  Quello che noto con maggiore frequenza è la mancanza di una proposta di valore chiara (o Unique Value Proposition, o UVP per gli amanti degli acronimi e degli inglesismi).  Il top sarebbe che questa fosse irresistibile e mettesse il cliente in condizione di non poter rifiutare l’offerta, ma evidentemente non è così semplice. Il suo scopo è infatti di rispondere in modo chiaro a una semplice domanda: cosa fa il tuo prodotto o servizio per i tuoi clienti? Valore e Caratteristiche del Prodotto Un aspetto nel quale c’è tutt’ora molta confusione è il valore.  Questo può venire definito come ciò che tu offri (prodotti o servizi) fa per i tuoi clienti, è quello per cui sono disposti a pagare per acquistarlo, non è l’insieme delle sue caratteristiche (adesso apri delle schede prodotto qualsiasi e controlla se vengono elencati prima i benefici o le caratteristiche). Anche se un prodotto ha delle caratteristiche uniche ma è carente della capacità di risolvere problemi particolari ai tuoi clienti o non porta specifici benefici, la proposta di valore è bassa ed il cliente potrebbe non essere disposto a pagare per acquistarlo. Se il tuo obiettivo è quello di rendere il tuo modello di business profittevole è necessario ragionare su questi aspetti e identificare il giusto equilibrio tra valore e caratteristiche distintive del prodotto. Come Definire la Proposta di Valore Come sempre le domande stimolano le riflessioni quindi prova a dare una risposta:  – perché un cliente deve scegliere di acquistare nel mio e-commerce e non altrove? – Cosa faccio di unico per il mio cliente in modo da distinguere il mio brand rispetto agli altri? Per riuscire a dare una risposta a queste domande è necessario fare un passo indietro e rivedere l’idea di e-commerce in quanto modello di business.  Spesso di pensa ad esso semplicemente come a un sito web tramite il quale le persone possono acquistare qualcosa su internet.  Una visione più articolata invece vede nell’e-commerce una rappresentazione di un’idea imprenditoriale e di un brand (e non c’è bisogno di essere Coca Cola o Starbucks per essere un brand). Anche se probabilmente stai leggendo questo articolo dopo aver iniziato a vendere online, è utile in questa fase riprendere in mano il concetto di analisi di mercato.  Grazie a questa è possibile definire in modo chiaro alcuni elementi centrali per individuare opportunità di crescita.   L’Analisi di Mercato: Un Passo Fondamentale L’analisi di mercato è composta da diversi elementi, tra cui: 1. Pubblico: chi è il tuo cliente ideale? Tanto più sei specifico nel costruire la tua buyer personas ideale tanto più individui bisogni da soddisfare tramite caratteristiche dei tuoi prodotti o servizi ad essi collegati. 2. Problema o Necessità: quale problema risolvi al tuo cliente ideale? Il tuo prodotto e l’offerta che proponi ai tuoi clienti, affinché si distinguano rispetto agli altri presenti nel mercato, devono risolvere un problema specifico. In che modo quindi il tuo cliente ideale ha dei vantaggi ad acquistare da te rispetto ai tuoi concorrenti? 3. Unicità: in cosa ti distingui rispetto ai tuoi concorrenti? Perché sei unico? Cosa fai di diverso rispetto ai tuoi concorrenti? Giusto per aggiungere un elemento di praticità a queste riflessioni, ipotizza per esempio di appoggiarti per la tue consegne ad un punto vendita fisico, il tuo cliente potrebbe decidere di farsi recapitare il prodotto in quel punto fisico e ritirarlo con calma in base alle sue necessità. La differenziazione può avvenire in molti modi, anche se sei un rivenditore e non produci direttamente i prodotti, ad esempio: 1. Servizio offerto: puoi appoggiarti a società che offrono soluzioni collegate alla vendita online (es. servizi di pagamenti rateali, garanzie e assistenza prolungate). 2. Ampiezza di catalogo: proporre una vasta

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E-commerce Management: compliance e regole del gioco

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La Gestione E-commerce L’Importanza delle Regole Compliance e Normative Questo articolo ti è utile se: La Gestione E-commerce Quando si parla di e-commerce è facile perdersi tra le tante definizioni, applicazioni e procedure.  Capire cosa è realmente importante, cosa fa la differenza e cosa ti permette di raggiungere il risultato può risultare complesso e articolato.  Il manager ha un ruolo centrale in questa valutazione e la sua preparazione, esperienza e attitudine orientano l’andamento dell’e-commerce verso una direzione piuttosto che un’altra. Qual è l’approccio migliore per creare una scala di importanza tra tutti gli aspetti che regolano un e-commerce?  Orientarsi alla vendita potrebbe sembrare scontato: in fin dei conti un sito e-commerce deve vendere, e il resto potrebbe sembrare superficiale.  Tuttavia, un sito web è pur sempre un applicativo che risiede in una server house in un’imprecisata città del mondo. Trattandosi quindi di un applicativo web aperto al mondo, il fatto che sia sicuro è ancora più importante. Senza sicurezza, la capacità di generare vendite perde valore. Potresti giustamente obiettare che esistono i marketplace, attraverso i quali puoi vendere senza avere un sito di proprietà. Ma anche in questo caso subentrano altri elementi, come le policy e le regole.  Per quanto queste vengano spesso ignorate, sono forse l’elemento più ingombrante nella gestione di un e-commerce.  I manager di vecchia generazione (in questo caso sopra i 35 anni) hanno vissuto tutte le fasi dello sviluppo dei marketplace e della legislazione e-commerce in generale.  Oggi è normale ragionare di un sistema senza cookie, ma se questo sistema fosse stato predetto a un e-commerce manager già solo 4 o 5 anni fa, credo che si sarebbe fatto delle grandi risate. L’Importanza delle Regole La base della piramide è quindi l’adeguamento alle regole: fare in modo che le cose che vengono fatte si possano effettivamente fare (es. cookie banner o compliance alla privacy policy) e che i prodotti che stai vendendo possano effettivamente essere venduti.  Emblematico è il caso dei prodotti in “pelle” la cui sponsorizzazione veniva bloccata su Facebook per incomprensioni dell’algoritmo.  Chi gestisce un e-commerce spesso non si rende conto dell’importanza di rispettare queste normative e chi sceglie il manager non bada a questo aspetto.  Nella realtà dei fatti però, quando queste vengono violate, l’intero investimento viene letteralmente vanificato. Posizionamento, investimenti, vendite e sito web (o account marketplace) possono venire bloccati senza preavviso o possibilità concreta di appello. Pensa, ad esempio, all’importanza di promuovere i tuoi prodotti tramite Google Shopping e le campagne Performance Max di Google ADS.  Questo è possibile grazie a uno strumento intermedio chiamato Google Merchant Center.  Questo connettore trasferisce i dati dei prodotti dal tuo sito web a Google, facendo sì che possano diventare visibili nella sezione shopping.  Esistono delle regole che possono vanificare senza troppe spiegazioni questo trasferimento, come ad esempio la Rappresentazione Ingannevole. Il problema non si pone quando qualcuno cerca di raggirarla, ma quando per ingenuità o errore dell’algoritmo viene imputata anche a chi non la viola con dolo. Compliance e Normative L’universo dell’e-commerce è costellato di enti giuridici e privati che influiscono, anche senza che l’imprenditore o il manager lo sappia.  Dal 2022, ha iniziato a prendere campo tra gli esperti del settore la tematica dell’accessibilità digitale, rilevante per tutte le imprese che intendono curare la propria immagine e presenza online.  Le regole emanate dall’AdID (Agenzia per l’Italia Digitale) prevedono che entro il 2025 alcuni siti si adeguino ai criteri di accessibilità digitale, per fare in modo che persone ipovedenti e con disabilità possano comunque usufruire del sito.  Altre tipologie di normative a cui un sito e-commerce deve adeguarsi si riferiscono al codice del consumo.  È obbligatorio indicare e specificare tutte le informazioni riguardanti il diritto di recesso. In caso contrario, sono previste sanzioni e ulteriori diritti da parte dei consumatori.  Le compliance e le normative sono un tema complesso e non è sempre chiara la linea di demarcazione tra l’essere a norma o meno.  Le normative e i criteri cambiano e si evolvono.  Presumere che un manager sia preparato su tutti gli aspetti di questa materia è irragionevole.  É auspicabile invece una propensione attiva all’analisi dei rischi, all’evoluzione della normativa e l’attitudine a rivedere la propria condizione per fare passi concreti verso uno stato di compliance sufficiente a garantire la continuità d’impresa, la solidità del business e la riduzione dei rischi associati. Questo articolo ti è utile se 1. Se non hai mai chiarito o compreso l’importanza delle normative nel tuo e-commerce.2. Se hai dubbi su come gestire le compliance e le policy per la tua attività online.3. Se stai cercando di capire come evitare sanzioni o blocchi alle tue attività di vendita.4. Se desideri migliorare la sicurezza del tuo sito e-commerce.5. Se vuoi assicurarti che il tuo e-commerce sia accessibile a tutti i potenziali clienti, compresi quelli con disabilità. Approfondimenti su Regole e Compliance per E-commerce Tutte le Categorie Ecommerce Management E-commerce Management: compliance e regole del gioco La Sfida dell’Informazione Sovrabbondante L’Importanza dell’Esperienza Utente La Personalizzazione: il Segreto di Amazon Il Potere dell’Email Marketing Workflow di Benvenuto… Risorsa Gratuita E-commerce Management e Obiettivi: se non li individui non li raggiungi L’Importanza di Definire Obiettivi Chiari La Realtà Dietro le Quinte L’Importanza di Porsi Obiettivi Misurabili Il Ruolo del Coaching La… Risorsa Gratuita E-commerce Management & Coaching – Partner e Obiettivi La Collaborazione come Chiave del Successo L’Importanza delle Collaborazioni Funzionali La Sfida di Collaborare con Partner Esterni Dinamiche di E-commerce… Risorsa Gratuita Perché molti E-commerce non vendono (ma anche negozi fisici). Un esperimento sociale Definizione di e-commerce Il rischio del tecnicismo La selezione del personale La scelta dei partner esterni L’esempio… Risorsa Gratuita E-commerce e decisioni sbagliate: management sotto la lente d’ingrandimento Fare e-commerce oggi è complesso e articolato.  Come evidenziato in numerosi altri articoli, il paragone con il passato è doveroso… Risorsa Gratuita Mindset per E-commerce spiegato semplice Introduzione Insomma, di cosa è composto il Mindset? Ok, ma cosa c’entra con l’E-commerce? Internet è incredibile. Chiunque abbia lavorato… Risorsa Gratuita Ecommerce Management: Come gestire le troppe informazioni Introduzione Sfide per

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E-commerce Management e Obiettivi: se non li individui non li raggiungi

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L’Importanza di Definire Obiettivi Chiari La Realtà Dietro le Quinte L’Importanza di Porsi Obiettivi Misurabili Il Ruolo del Coaching La Definizione di KPI e Tempistiche Per Concludere​ Questi articolo ti è utile se Domande Guida 3 Consigli da applicare subito L’Importanza di Definire Obiettivi Chiari Numeri e risultati dell’intero settore e-commerce in Italia sembrano dare speranza a tutti coloro che si vogliono approcciare a questo mondo o che ne fanno già parte.  Secondo alcune statistiche, nel 2023 in Italia sono stati superati 54 miliardi di euro di spesa online, mantenendo un incremento a doppia cifra percentuale rispetto all’anno precedente.  Anche l’incidenza delle vendite online rispetto al comparto retail è cresciuta, con un incremento attestato intorno al 13%, in linea con il 2022.  Il numero delle persone che acquistano online è aumentato, confermandosi sopra i 30 milioni. Questi dati sono confortanti; la torta sembra grande e sarebbe irragionevole non volerne fare parte. La Realtà Dietro le Quinte Allora perché, quando chiedi a qualcuno che sta già facendo e-commerce come vanno le cose, la prima cosa che ti dice è “non si guadagna”?  Lamentarsi fa parte della natura umana, e a molti piace esagerare un po’ per ricevere attenzioni, ma potrebbe esserci del vero in queste affermazioni.  Se fai e-commerce, avrai già fatto calcoli sulla tua marginalità (spero di sì per te).  Quando vendi online, rispetto al prezzo di vendita e al corrispettivo pagato dal cliente, devi togliere: le commissioni di pagamento, eventuali provvigioni della piattaforma, eventuali commissioni del CMS (se il tuo piano lo prevede), e le commissioni degli strumenti collegati.  Dopo aver pagato questi costi variabili, ci sono anche gli stipendi, il costo della spedizione, i costi fissi della struttura, e i costi pubblicitari di Google o Meta. Dopo tutto questo, devi pagare le tasse su quello che resta. L’Importanza di Porsi Obiettivi Misurabili Conosci bene le spese che stai sostenendo, ma sei sicuro di esserti posto degli obiettivi sulla marginalità che le tue vendite devono generare?  Gli obiettivi non possono essere semplicemente “vendere di più” o “aumentare il margine”.  Affinché diventino mete da raggiungere e strumenti per creare un piano d’azione dettagliato, devono avere determinate caratteristiche.  Spesso la definizione degli obiettivi è essa stessa un obiettivo da raggiungere.  Chiediti se effettivamente ti sei posto degli obiettivi, se a questi erano associate delle KPI specifiche o se erano troppo vaghi. Trasformare “devo fatturare di più” in “devo incrementare il fatturato da X a Y, aumentando lo scontrino medio grazie a strumenti di upsell, entro i prossimi tre mesi” fa una grande differenza. Il Ruolo del Coaching Nel coaching, questo passaggio è cruciale.  Il modello GROW inizia proprio dal goal, ossia l’obiettivo, perché tutto il resto sarà funzionale al suo raggiungimento. Il manager di un e-commerce deve essere in grado di evitare obiettivi irrealistici o difficilmente raggiungibili.  Come può sentirsi un membro di un’organizzazione che, nonostante tutto l’impegno, non raggiunge i risultati richiesti?  Qui, il coach può supportare il manager o l’imprenditore nell’evitare errori causati da bias cognitivi, come il bias di conferma, che ci spinge a valutare solo le informazioni che confermano le nostre convinzioni.  Ad esempio, se non credessi nell’efficacia dei social network nel business, potrei individuare obiettivi validi e sensati nella vendita online nel 2024? La Definizione di KPI e Tempistiche Le domande sono lo strumento primario per realizzare un processo di lavoro che permette di individuare e raggiungere gli obiettivi.  Hai associato ad essi degli indicatori per misurarne l’avanzamento?  Hai indicato una data di scadenza per il loro raggiungimento e, nel caso questa sia particolarmente lunga, li hai frazionati in obiettivi intermedi di breve e medio termine?  Ad esempio, se volessi aumentare le vendite di un e-commerce grazie all’introduzione di un programma fedeltà, quali KPI dovrei monitorare?  Migliorando la comunicazione tramite marketing, potresti ridurre il costo di acquisizione per i nuovi clienti, ma quando potrebbe effettivamente accadere?  Ovviamente, dopo aver adeguato annunci pubblicitari, pagine prodotto, categorie, informative, e flussi di benvenuto. Per Concludere So che tutto questo possa sembrare complesso, ma ti garantisco che non è difficile come sembra.  Il metodo del coaching permette di frazionare e gestire ogni singolo aspetto, come se ogni cosa vista in questo articolo fosse un tassello di un puzzle.  Dopo aver individuato la big picture, ogni pezzo assume significato.  Con il supporto di un coach, già dopo la prima sessione di lavoro otterrai una visione chiara e dettagliata degli obiettivi per il tuo e-commerce. Questi articolo ti è utile se 1: Se hai difficoltà a misurare i progressi delle tue vendite online e vuoi trovare modi efficaci per stabilire e monitorare obiettivi concreti per il tuo e-commerce.2: Se hai obiettivi vaghi e non ben definiti e vuoi imparare a trasformarli in obiettivi specifici, misurabili e raggiungibili per migliorare la performance del tuo negozio online.3: Se non sai come stabilire delle KPI (Key Performance Indicators) che ti aiutino a comprendere l’andamento della tua attività e a prendere decisioni basate su dati concreti.4: Se vuoi migliorare la gestione del tuo team e dei tuoi partner per garantire che tutti siano allineati sugli obiettivi e sappiano esattamente cosa devono fare per raggiungerli.5: Se sei interessato a implementare il coaching come metodo per sviluppare strategie di successo e superare i bias cognitivi che potrebbero ostacolare il tuo progresso. Domande Guida 1. Quali obiettivi vuoi raggiungere per il tuo e-commerce?2. Gli obiettivi che ti sei posto sono misurabili?3. Come misuri i tuoi obiettivi?4. Entro quando li devi raggiungere?5. Possono essere frazionati in obiettivi più ridotti e facilmente raggiungibili? 3 Consigli da applicare subito 1. Definisci Obiettivi Chiari: stabilisci obiettivi specifici e misurabili per il tuo e-commerce. Ad esempio, invece di “aumentare le vendite”, punta a “incrementare il fatturato del 10% nei prossimi tre mesi”. 2. Monitora le Metriche Chiave: utilizza indicatori chiave di performance (KPI) come il tasso di conversione e il valore medio degli ordini per misurare i progressi. Controlla queste metriche regolarmente per capire se stai andando nella giusta direzione. 3. Fai Sessioni di Revisione Regolari: pianifica incontri periodici per rivedere i progressi

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E-commerce Management & Coaching – Partner e Obiettivi

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La Collaborazione come Chiave del Successo L’Importanza delle Collaborazioni Funzionali La Sfida di Collaborare con Partner Esterni Dinamiche di E-commerce e Comunicazione Efficace Strumenti di Comunicazione e Condivisione Superare le Difficoltà Operative Questi articolo ti è utile se Domande Guida 3 Consigli da applicare subito La Collaborazione come Chiave del Successo Il dirompente successo dei social network e delle dinamiche legate all’influenza della riprova sociale nelle sue varie forme ha messo in evidenza un concetto che molti antropologi e studiosi del comportamento umano sostengono da tempo: l’uomo è riuscito a evolversi in modo tale da sviluppare forme di linguaggio articolate grazie alla sua capacità di collaborare.  Per molto tempo ho pensato che migliorare abilità e tecniche fosse sufficiente per raggiungere il successo, di qualunque tipo si tratti.  Per fortuna, ho capito che quella condizione è sì necessaria, ma non sufficiente.  Anche se sei particolarmente bravo in qualcosa, è necessario che altre persone ti diano supporto e che riconoscano in te o nella tua organizzazione il dovuto grado di autorevolezza.  Si possono aprire delle opportunità importanti grazie al connubio tra le tue capacità e la visione o possibilità di altre persone. L’Importanza delle Collaborazioni Funzionali Per questo è diventato particolarmente importante avere delle collaborazioni funzionali ai propri obiettivi per aumentare le probabilità di raggiungere il successo.  La collaborazione si può sviluppare con membri interni o esterni a un’organizzazione o gruppo di lavoro.  La distinzione non è sempre così netta: ci sono casi di collaborazioni esterne radicate e costruite negli anni, che hanno fatto nascere partnership successivamente evolute in fusioni vere e proprie.  Tuttavia, possiamo semplificare distinguendo tra dipendenti e aziende o professionisti esterni. Il team è il fulcro delle operazioni, da cui nascono le migliori possibilità; i singoli talenti riescono a realizzarsi se intorno a loro ci sono persone che, motivate da uno stesso obiettivo, collaborano per il raggiungimento dello stesso. La Sfida di Collaborare con Partner Esterni Per quanto riguarda aziende fornitrici e partner esterni, in Italia siamo forse ancora indietro rispetto al mondo anglosassone. In America è facile trovare storie di successo di collaborazioni ed anche i rapporti tra aziende sono forse più disciplinati, ma anche più solidi.  Quando nasce una collaborazione tra aziende, tante maggiori saranno le informazioni condivise, tanto meglio riuscirà l’azienda partner a erogare un servizio o fornire un prodotto in linea con le aspettative.  Ovviamente dovranno essere condivise le informazioni essenziali, non tutte, non sarebbe possibile.  Tanto maggiori saranno le dimensioni aziendali, tanti più strati di organizzazione e procedure ci saranno, a cui seguiranno accordi di riservatezza, informazioni sensibili e quant’altro, cose che ovviamente devono rimanere dove sono.  Per tutto il resto però quanto possiamo dire di aver condiviso le informazioni essenziali? Dinamiche di E-commerce e Comunicazione Efficace Specialmente nell’ambito dell’e-commerce si creano delle dinamiche in cui l’azienda cliente, per stimolare quella fornitore, tiene all’oscuro le marginalità reali o i prezzi di acquisto, creando un effetto singolare.  Il fornitore non è in grado di individuare obiettivi chiari e realizzabili.  Questo significa, in termini pratici, che quando andrà a studiare un piano d’azione, le azioni individuate saranno disfunzionali rispetto all’obiettivo reale (che è necessario conoscere), semplicemente perché non sa quale esso sia!  Questo tenere all’oscuro sembra dare potere al cliente, ma nella realtà, se ipotizzassimo per esempio che le due aziende fossero magicamente una, creerebbe un conflitto interno, lascio a te le conclusioni. Strumenti di Comunicazione e Condivisione La modalità stessa di comunicazione tra le due aziende deve assumere forme efficaci.  Oggi è semplice organizzare riunioni tramite strumenti web, ma è necessario trovare il giusto equilibrio tra forma e sostanza. Chiediti ad esempio se al termine delle riunioni tu o chi di dovere redige una minuta della riunione, la sottopone per la revisione ai presenti e la gira agli interessati.  Queste attività portano via tempo, ma l’effetto benefico che nasce dalla condivisione supera di gran lunga il costo di mezz’ora / un’ora di tempo necessario per farlo. Per comunicare efficacemente è necessario anche utilizzare strumenti condivisi di gestione delle attività.  Attraverso questi è possibile essere sempre allineati, creare uno spazio in cui sono contenute tutte le informazioni su attività passate, presenti o progetti futuri.  In queste attività il coaching è particolarmente efficace perché sposta l’attenzione dall’interno verso l’esterno.  Ti permette di capire come comunicare efficacemente con i fornitori esterni, fornendo loro tutte le informazioni di cui hanno bisogno per svolgere al meglio il proprio lavoro. Superare le Difficoltà Operative Ovviamente nel quotidiano si incontrano difficoltà operative di varia natura, in fin dei conti siamo tutte persone ed è normale aspettarsi momenti di alti e bassi.  Tuttavia, quando ci sono dei limiti strutturali e consolidati, grazie al coaching è più semplice individuarli e superarli. Il Coaching permette di creare rapporti solidi e basati sul rispetto reciproco ed anche l’azienda fornitrice si sentirà compresa, sentimento che migliora sensibilmente le performance e la qualità dell’output, che come tutti sappiamo ormai non si riduce più a “ho pagato deve essere fatto bene”. In alcune forme di collaborazioni inoltre non è netta la linea di confine di chi debba svolgere una determinata attività ed anche quest’aspetto rientra nei benefici.  Hai incontrato in passato delle difficoltà nella gestione del rapporto con partner o fornitori? Come le hai gestite? Questi articolo ti è utile se 1. Se hai difficoltà a collaborare con i partner esterni e vuoi migliorare il coordinamento dei vostri obiettivi comuni.2. Se trovi spesso problemi di comunicazione con i fornitori e devi trovare modi per condividere informazioni importanti in modo chiaro e efficace.3. Se la tua azienda non ha ancora strumenti efficaci per gestire le attività e vuoi migliorare la collaborazione interna ed esterna.4. Se incontri difficoltà quotidiane che impediscono il raggiungimento degli obiettivi e devi identificare e risolvere questi problemi.5. Se desideri utilizzare il coaching per migliorare la gestione delle relazioni con i partner e aumentare le performance del tuo e-commerce. Domande Guida 1. Sono stati definiti ruoli e responsabilità?2. Hai correttamente allineato il fornitore sui tuoi obiettivi?3. I canali di comunicazione con i fornitori sono efficaci?4. Vengono

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Perché molti E-commerce non vendono (ma anche negozi fisici).

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Un esperimento sociale Definizione di e-commerce Il rischio del tecnicismo La selezione del personale La scelta dei partner esterni L’esempio del partner SEO Il fulcro della vendita Obiettivi chiari Conclusione Un esperimento sociale Ipotizza di fare un esperimento sociale e di poter chiedere a imprenditori e titolari di e-commerce cosa esso sia effettivamente. Immagina di fare questa domanda aperta, senza offrire risposte da spuntare, lasciando invece spazio e autonomia per rispondere con quante parole vogliono e senza nessun tipo di condizionamento.  Sono ragionevolmente sicuro che la varianza delle risposte sarebbe sorprendente, alcuni potrebbero vedere nell’e-commerce un tipo di attività, altri un modello di business, altri ancora una vera e propria azienda, i più nerd un software, e chi più ne ha più ne metta. Definizione di e-commerce Credo inoltre che non esista una risposta univoca che possa essere considerata corretta, chi può attribuirsi l’autorità di dire che la sua è la definizione corretta?  Nella mia esperienza ho visto che molti considerano l’e-commerce come uno strumento tecnico, un software da acquistare, configurare e personalizzare per fare in modo che i propri clienti possano fare shopping online, quindi acquistare a distanza dopo aver visionato una scheda prodotto o preso informazioni riguardo ad esso.  Il focus prevalente che mi è capitato di incontrare è di natura tecnologica, ossia l’e-commerce è una sorta di bene immateriale, un insieme di 0 e 1 che permette la realizzazione di immagini e testi che i tuoi clienti visitano quando vedono il tuo sito. Il rischio del tecnicismo Questa definizione sta effettivamente stretta, chiude le porte a tante riflessioni e porta imprenditori e manager ad acquisire un modo di pensare orientato al tecnicismo, ossia all’adozione di strumenti e trucchi di natura tecnica che permettono di aumentare vendite, ricavi, marginalità e tutti i KPI che un buon manager deve migliorare.  Lungi da me lo sminuire questo tipo di approccio, è necessario curare ogni aspetto, sia che si ragioni ad alto livello, mission e vision per intenderci, che ad un livello operativo più profondo, SEO o Email marketing.  Tuttavia, orientarsi esclusivamente sull’aspetto tecnico della questione può far sorgere numerose domande. La selezione del personale Consideriamo ad esempio l’assunzione di una persona che deve ricoprire il ruolo di e-commerce manager.  In base a quale criterio questa verrà scelta? In base alle conoscenze tecniche? Al modo in cui le espone? Al taglio di capelli, al genere, oppure a come si presenta vestito al colloquio?  Studi eminenti hanno dimostrato che nella selezione del personale il giudizio del selezionatore (anche se si tratta dell’imprenditore) si espone a bias e rumore, orientando la scelta verso criteri che raramente porteranno a buoni risultati. Potrai obiettare che sicuramente deve avere le conoscenze tecniche che ci si aspetta da un e-commerce manager, ma se queste non bastassero? La scelta dei partner esterni Orientarsi esclusivamente verso la tattica senza stringere l’occhio alla strategia e ai valori d’impresa più elevati rappresenta un rischio anche nella scelta dei partner esterni.  Nel rapporto con i fornitori, deve essere ben valutato il tipo di rapporto o bisogno che questi dovranno soddisfare.  Se non è chiaro questo, il risultato non potrà che essere con molte probabilità negativo.  Anche in questo caso non è mia intenzione puntare il dito verso partner esterni, semplicemente verrà chiesto loro qualcosa che effettivamente non potranno realizzare. L’esempio del partner SEO Prendiamo ad esempio la scelta di un partner SEO.  Se questo fornitore ha buone basi tecniche potrà fare un ottimo lavoro se dovrà fare effettivamente SEO.  Se invece, come spesso capita, viene interrogato sull’andamento delle vendite, sul design di una scheda prodotto, sulle prestazioni tecniche del sito o su come scrivere nelle proprie mail, allora non è propriamente sua la responsabilità se le domande che gli poniamo non trovano la risposta sperata. Obiettivi chiari Anche la scelta dei partner quindi, anche se giusti e di qualità, può non essere sufficiente per raggiungere tramite il proprio e-commerce i risultati desiderati.  Per comprenderne fino in fondo la causa, quindi, è necessario fare chiarezza su cosa sono questi risultati.  É possibile individuare tanti obiettivi, grandi o piccoli, e degnamente rappresentati dalle KPI di riferimento.  Tuttavia, è necessario osservare la cosa dall’alto e ricordarsi che quando si parla di e-commerce si parla di vendita, e se anche questa non si svolge in maniera tradizionale, è sempre un incontro tra venditore e compratore. Il fulcro della vendita E cosa rappresenta la vendita?  Perché le persone comprano qualcosa, scegliendo un sito piuttosto che un altro?  Quali bisogni soddisfa il sito A invece che il sito B?  Se non hai chiara la risposta a queste domande, direi che siamo a buon punto per creare un nuovo percorso di pensiero. Queste rappresentano il vero punto di partenza, sia che tu voglia iniziare a fare e-commerce, sia che tu ti trovi in un punto di stallo, sia in termini di vendite che di marginalità, o di qualsiasi altro aspetto in cui qualcosa che non riesci a ben identificare sta effettivamente bloccando il raggiungimento dei risultati sperati. Conclusione L’approccio corretto è quindi orientato sia all’adozione delle tecniche e degli strumenti, sia al rispondere alle domande classiche legate alla vendita.  Rispondere a quesiti come: “quali sono i bisogni dei miei clienti?” oppure “chi è il mio cliente ideale?” possono offrire delle bussole e una rotta da seguire per trovare le soluzioni migliori, coinvolgendo l’intera organizzazione in un processo di ricerca e ottimizzazione di processi, strumenti e procedure. Approfondimenti sull’E-commerce Management Tutte le Categorie Ecommerce Mindset Ecommerce Management Perché molti E-commerce non vendono (ma anche negozi fisici). Un esperimento sociale Definizione di e-commerce Il rischio del tecnicismo La selezione del personale La scelta dei partner esterni L’esempio… Risorsa Gratuita E-commerce e decisioni sbagliate: management sotto la lente d’ingrandimento Fare e-commerce oggi è complesso e articolato.  Come evidenziato in numerosi altri articoli, il paragone con il passato è doveroso… Risorsa Gratuita Mindset per E-commerce spiegato semplice Introduzione Insomma, di cosa è composto il Mindset? Ok, ma cosa c’entra con l’E-commerce? Internet è incredibile. Chiunque abbia lavorato… Risorsa Gratuita Ecommerce Management: Come

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E-commerce e decisioni sbagliate: management sotto la lente d’ingrandimento

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Fare e-commerce oggi è complesso e articolato.  Come evidenziato in numerosi altri articoli, il paragone con il passato è doveroso per descrivere come molte barriere all’ingresso di questo modello di business si siano sgretolate, mentre altre si siano innalzate. In sottofondo, la velocità delle decisioni ha subito un’incredibile accelerazione. Tempi di implementazione delle tecnologie, così come ritorni sugli investimenti, sono profondamente diversi oggi rispetto a non più di 6-12 mesi fa. Prova a pensare a uno strumento di chatbot ben articolato, implementato nel 2020-2022. Avrebbe richiesto tempo, analisi dei workflow, analisi strategica su cosa comunicare, come e quando.  Tutte domande costruttive e necessarie che richiedevano tempo e quindi investimenti. Oggi puoi impostare chatbot basati sull’intelligenza artificiale, efficienti e dinamici, in grado di rispondere esattamente alle domande dei tuoi clienti, in alcuni casi meglio dell’intervento umano. Per alcuni aspetti questo rappresenta un indubbio vantaggio per la realizzazione di iniziative innovative all’interno del proprio ambito. In poco tempo puoi realizzare grandi cambiamenti e a conti fatti non sono più richieste competenze tecnologiche eccezionali o strumenti esclusivi. Ovviamente c’è un “ma”, composto da più elementi. Il primo è che la concorrenza gioca ad armi pari: anche i tuoi concorrenti hanno queste possibilità e, mentre sei in vacanza, possono decidere di cambiare CMS, aggiornare le API per l’invio dei prodotti, implementare uno strumento per l’adeguamento dei prezzi o qualsiasi altra iniziativa tu possa immaginare. Il secondo elemento è che diventa complesso decidere cosa fare e su cosa concentrare la propria attenzione.  Le innovazioni sono molte, grazie all’accelerazione legata all’utilizzo di sistemi di IA generativa, e questo provoca rumore e interferenza nei processi decisionali di chi deve scegliere la rotta da intraprendere. Si aggiunge a questo l’acuirsi di quello che psicologi e studiosi del comportamento hanno identificato come FOMO, o Fear of Missing Out, fenomeno a causa del quale, quando scorriamo un feed di un qualsiasi social network, peggioriamo la nostra capacità di giudizio. Il manager in questo scenario ricopre un ruolo centrale, deve capire cosa fare oggi per realizzare la visione a medio e lungo termine, identificando obiettivi e mete chiare che agiscano come metro di giudizio per capire se una determinata attività, persona, processo, tecnologia o partnership sia funzionale ad essi. Il puzzle si complica nel momento in cui dobbiamo decidere dove volgere il nostro sguardo: mi concentro sull’esterno, ad esempio mercato, concorrenti, clienti, posizionamento, oppure sull’interno, ossia persone, strumenti, processi, tecnologie? Per questo è necessario individuare un metodo efficace per scomporre l’intera mappa in segmenti più contenuti, omogenei e sui quali è possibile esercitare forme di controllo o, in alternativa, capirne le regole per individuare strategie di adattamento. Partendo dall’obiettivo è quindi necessario chiedersi qual è il risultato sperato che si desidera ottenere.  Questa domanda proietta in avanti la nostra attenzione creando un punto di arrivo che, anche se ipotetico, ci permette di delineare un cammino. Ipotizza, per esempio, di voler inserire un chatbot che sfrutti strumenti di IA generativa e offra ai tuoi clienti un’alternativa tra assistenza automatizzata o umana.  L’obiettivo potrebbe essere ridurre i tempi di assistenza, il numero di interazioni per ogni singola richiesta, i costi generali, ridurre le lamentele e aumentare il grado di soddisfazione dei clienti. Questi traguardi sono il fulcro da cui si propagano le domande che devo farmi per capire se un’azione è funzionale all’obiettivo o meno, ad esempio: – Offro subito la scelta tra intervento umano o automatico?. Metto in evidenza il numero per il contatto diretto?– Inserisco link alla guida o estrapolo le informazioni dalla stessa? Questi sono esempi di domande procedurali, ossia riguardanti il funzionamento dello strumento. Altre domande possono riguardare la gestione finanziaria dell’e-commerce: – Quanto budget posso investire in quest’iniziativa?– Che ritorno indiretto mi posso aspettare?– Di quanto aumenterà il valore per clienti una volta aumentata la loro soddisfazione? Queste domande sono essenziali per individuare relazioni dirette e indirette tra obiettivi e relative KPI, evitando analisi superficiali del tipo: “l’assistenza clienti non genera ricavi, quindi rappresenta solo un costo”. Rapportando queste riflessioni alla qualità delle decisioni quotidiane che vengono prese nell’ambito dell’e-commerce management, diventa necessario capire come valutare una decisione. Questa sfumatura che può sembrare banale richiede invece profonde riflessioni: qual è l’obiettivo di breve, medio o lungo termine? Come lo posso misurare? Adottare il sistema di chatbot è la soluzione migliore? In quanto tempo deve essere attuato? Quali KPI devo monitorare? Maggiore sarà il numero di domande che un manager riflessivo e coscienzioso si pone, maggiore sarà la consapevolezza riguardo alle scelte che compirà in ogni fase del processo di gestione. Per sua natura il Coaching rappresenta una metodologia in grado di sollecitare domande e riflessioni di questo tipo, aumentare la consapevolezza e sfruttare l’autocritica per mettere in discussione pregiudizi e dogmi. Applicato alla gestione di un e-commerce, può supportare il manager nell’aumentare le possibilità, sfruttare le opportunità e soppesare i rischi che inevitabilmente si generano a seguito di scelte e decisioni. Approfondimenti sull’E-commerce Management Tutte le Categorie Ecommerce Mindset Ecommerce Management E-commerce e decisioni sbagliate: management sotto la lente d’ingrandimento Introduzione Email di Benvenuto: non avrai un Tasso di Apertura più alto di me! Carrello Abbandonato Segmenta la tua lista… Risorsa Gratuita Mindset per E-commerce spiegato semplice Introduzione Insomma, di cosa è composto il Mindset? Ok, ma cosa c’entra con l’E-commerce? Internet è incredibile. Chiunque abbia lavorato… Risorsa Gratuita Ecommerce Management: Come gestire le troppe informazioni Introduzione Sfide per Manager e Imprenditori Sovraccarico di Informazioni Decisione Sbagliate​ Erano bei tempi quelli in cui i piani industriali… Risorsa Gratuita Approfondimenti sull’E-commerce Management E-commerce e decisioni sbagliate: management sotto la lente d’ingrandimento Introduzione Email di Benvenuto: non avrai un Tasso di Apertura più alto di me! Carrello Abbandonato Segmenta la tua lista… Risorsa Gratuita Mindset per E-commerce spiegato semplice Introduzione Insomma, di cosa è composto il Mindset? Ok, ma cosa c’entra con l’E-commerce? Internet è incredibile. Chiunque abbia lavorato… Risorsa Gratuita Ecommerce Management: Come gestire le troppe informazioni Introduzione Sfide per Manager e Imprenditori Sovraccarico di Informazioni Decisione Sbagliate​ Erano bei tempi quelli in cui i piani industriali… Risorsa

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Mindset per E-commerce spiegato semplice

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Introduzione Insomma, di cosa è composto il Mindset? Ok, ma cosa c’entra con l’E-commerce? Internet è incredibile. Chiunque abbia lavorato con strumenti di advertising online sa quanto siano importanti le campagne di remarketing. Basta che una persona entri in contatto con un tuo sito, una scheda prodotto del tuo ecommerce o un annuncio pubblicitario, e i tuoi annunci la seguiranno ovunque! La letteratura mostra che le persone che hanno già visitato il tuo sito hanno una propensione maggiore ad acquistare, con conseguente ritorno sull’investimento ottimizzato. Era facile verificare se il segmento di remarketing aveva dei rendimenti migliori rispetto ai nuovi utenti. Oggi è un po’ meno semplice. Non per tutte le campagne ADV è possibile tracciare una linea netta e misurarne i risultati in modo chiaro. Tuttavia, ci pensano le piattaforme (Google Ads e i vari social network) grazie a complessi algoritmi basati su logiche di IA. Se questo per alcuni è rassicurante, per altri rappresenta un problema. Situazioni come queste, ossia comprendere come funziona qualcosa, sono le “regole del gioco”. Le regole del gioco rappresentano le scelte che chi si approccia a un determinato settore deve accettare. Sono semplici da capire: “Sono disposto ad accettare che il mio business dipenda da Google Ads?” oppure “Sono consapevole che Amazon può bloccare il mio account con poche recensioni negative?”. Queste regole del gioco fanno parte di un insieme di elementi più ampio, ossia il Mindset. I consulenti e i coach che adottano un approccio tecnico tendono a complicare il concetto di mindset quando lo spiegano. È normale, ci sono scaffali pieni di libri sul Mindset, non si può spiegare in 5 minuti. Il Mindset è un approccio mentale riguardo a qualcosa, come l’amore, il lavoro, lo studio o una dieta. È articolato e non riguarda semplicemente ciò che sai di un determinato argomento. È come costruire una casa: il mindset sono le fondamenta e tutto quello che costruisci sopra, come muri, colonne, finestre, grondaie, sono gli elementi che lo compongono. Nei libri di persone di successo come Ray Dalio o Tony Robbins, il mindset è indicato come l’unico segreto per raggiungere determinati risultati (che già sapere quali sono sarebbe un bel risultato). Insomma, di cosa è composto il Mindset? Dopo aver descritto il Mindset come presupposto al successo di un progetto, vediamo di quali elementi è composto. Il Mindset può riferirsi a una singola persona (imprenditore o manager), a un team di lavoro (marketing, logistica, ecc.) o all’intera azienda. Il Mindset è composto da: – Conoscenza– Credenze– Valori– Focus Conoscenza Il comportamento deriva in gran parte da ciò che conosciamo. Un buon livello di conoscenza rappresenta un’ottima base di partenza per intraprendere azioni efficaci e con alta probabilità di successo. Le conoscenze rappresentano ciò che sappiamo riguardo all’obiettivo per il quale dobbiamo forgiare il Mindset. Per esempio, nell’e-commerce, se l’obiettivo è fare in modo che il maggior numero di clienti rimanga soddisfatto, quali conoscenze sono necessarie? Sistema di ticketing, utilizzo di CRM, assistenza tramite chatbot basati su IA, ecc. Avere conoscenza di attività, applicativi, regole, e tutto ciò che riguarda l’obiettivo, semplifica l’ideazione di un piano d’azione orientato al raggiungimento dello stesso. Credenze Le credenze guidano le nostre azioni. Esistono E-commerce che vendono materassi online? Quali strategie hanno attuato? Per quanto riguarda i prodotti di fascia alta, come riescono a trasmettere il valore necessario? Rispondere a queste domande e utilizzare strumenti come l’analisi SWOT e il business model canvas aiuta a dubitare delle credenze errate che limitano la nostra portata d’azione. Valori I valori sono il nostro faro guida, dove risiedono aspetti profondi come missione e visione. Le decisioni riflettono spesso aspetti caratteriali o preferenze. Se un’attività non è in linea con i nostri valori, rischiamo di sabotare le nostre scelte e di non avere successo. Focus Cos’è realmente importante per il tuo e-commerce? Focus significa concentrare attenzione, risorse e impegno su ciò che è realmente importante. Identificare obiettivi, punti di forza ed elementi della catena del valore che possono portare un vantaggio competitivo. Richard Koch, nel suo bestseller “Il principio 80/20”, spiega come concentrarsi sulle attività che portano maggior valore rappresenti una delle migliori opportunità di successo. Ok, ma cosa c’entra con l’E-commerce? L’E-commerce è un modello di business e la tua modalità di fare impresa riflette il tuo Mindset. Ciò che conosci e credi possibile o impossibile, giusto o sbagliato, facile o difficile, condiziona le tue azioni e i risultati che riesci a raggiungere. Ad esempio, se sei un amante del fitness e del benessere, potresti lavorare in un ecommerce che vende caramelle e snack ultra zuccherati? Ti sentiresti a tuo agio sapendo che, facendo bene il tuo lavoro, procuri danni alla salute dei tuoi clienti? Adesso decliniamo il concetto di Mindset nelle quattro macrocategorie di elementi: Conoscenza: – Avere una profonda comprensione delle piattaforme di ecommerce come Shopify, Magento o WooCommerce.– Conoscenza di strumenti di marketing automation come HubSpot o Mailchimp.– Utilizzo di CRM (Customer Relationship Management) per gestire le interazioni con i clienti. Analisi dei Dati e Business Intelligence: – Capacità di analizzare i dati di vendita e comportamentali dei clienti tramite Google Analytics o altri strumenti di analisi.– Comprendere le metriche chiave di performance (KPI) come il tasso di conversione, il valore medio dell’ordine (AOV) e il tasso di abbandono del carrello. Conoscenza delle Tecniche di SEO e SEM: – Ottimizzazione dei contenuti per i motori di ricerca per aumentare la visibilità organica.– Utilizzo di campagne di search engine marketing (SEM) su piattaforme come Google Ads per attirare traffico qualificato. Credenze: Fiducia nell’Ecommerce come Canale di Vendita:– Credere che i prodotti possano essere venduti efficacemente online, indipendentemente dalla categoria merceologica.– Accettare che le strategie di marketing digitale possano influenzare positivamente le vendite. Adattabilità e Innovazione:– Credere nell’importanza di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato e alle nuove tecnologie.– Fiducia nell’innovazione continua per rimanere competitivi. Centratura sul Cliente:– Credere che la soddisfazione del cliente sia la chiave per il successo a lungo termine.– Adottare un approccio customer-centric in tutte le decisioni aziendali. Valori: Integrità e Trasparenza:–

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