Il volto dell’E-commerce: posizionamento, branding e rapporto con i clienti

alessandropieraccini-com - ecommerce manager - rapporto con i clienti

I tuoi clienti non parlano direttamente con te

Immagina di entrare in un ristorante che ti è stato consigliato da un amico. Hai alte aspettative: ti è stato detto che il cibo è delizioso, l’atmosfera incantevole, e il servizio impeccabile. 

Ma appena ti siedi, il cameriere ti accoglie con un sorriso a metà e un tono di voce che sembra più irritato che entusiasta. L’ordinazione è lenta e, quando finalmente il piatto arriva, ti accorgi che manca un ingrediente fondamentale. 

Anche se non hai mai incontrato il proprietario, è probabile che, in quel momento, la tua opinione sull’intero ristorante e su chi lo gestisce sia ormai compromessa.

Cosa è successo? Non hai mai avuto una conversazione diretta con il proprietario, ma la tua esperienza è stata modellata da chi lo rappresenta. Il cameriere è diventato, per te, la “voce” del ristorante, anche se di fatto è solo una piccola parte dell’organizzazione.

Questo esempio può sembrare banale, ma è precisamente quello che accade ogni volta che un cliente interagisce con la tua azienda, specialmente online. 

Non importa quanto tu possa essere attento ai bisogni dei tuoi clienti o quanta cura tu metta nel tuo business: la maggior parte delle volte, i clienti non parlano con te direttamente. 

Parlano con il tuo sito web, con il tuo team di customer care, con i tuoi post sui social media. E ognuna di queste interazioni contribuisce a costruire – o distruggere – la percezione che hanno di te e della tua attività.

Questa è una realtà spesso trascurata. Si tende a pensare che, una volta definito il tono della comunicazione o stabilite le linee guida aziendali, queste verranno automaticamente trasferite ai clienti. 

Ma il passaggio di informazioni è tutt’altro che perfetto. Il messaggio che arriva non è sempre quello che hai immaginato. Ed è qui che risiede la sfida: il modo in cui il tuo pensiero imprenditoriale viene tradotto attraverso le persone o gli strumenti che rappresentano la tua azienda determina l’esperienza del cliente.

Come rappresenti il tuo e-commerce e impatto sui clienti

Per capire quanto sia cruciale l’immagine che il tuo team, sito e canali social danno del tuo e-commerce, considera questo: il tuo cliente non vede la tua azienda come una struttura fatta di reparti, persone e processi. 

Non vede tutto il lavoro dietro le quinte, le riunioni di strategia, o i tuoi pensieri sull’importanza di un’esperienza cliente impeccabile. 

No, ciò che vede è semplicemente quello che viene presentato loro. 

Calza a pennello in questo caso la metafora dell’iceberg: il cliente vede solo la punta che emerge, la parte visibile del tuo business. Ed è proprio questa “punta” che determina la percezione che ha della tua azienda.

Credo che tu abbia alcuni brand di abbigliamento preferiti e che ti ispirano fiducia. 

Magari è il logo, il design accattivante del sito web, o forse le recensioni positive che hai letto. Ma cosa succederebbe se il pacco che aspettavi con impazienza arrivasse in ritardo, e il servizio clienti fosse scortese nel risponderti? 

La fiducia che avevi riposto in quel marchio si incrinerebbe, e molto probabilmente inizieresti a cercare delle alternative.

 Anche il marchio più amato può essere messo in difficoltà da una cattiva rappresentazione, perché tutto ciò che il cliente percepisce contribuisce a costruire la sua realtà su di te.

Come viene rappresentato il tuo e-commerce ai tuoi clienti non è solo la facciata del tuo sito o la cortesia del tuo team di customer care, ma l’insieme di ogni punto di contatto che i clienti hanno con il tuo brand. 

E ognuno di questi punti è un’opportunità per confermare – o danneggiare – la percezione positiva che hai costruito.

E-commerce che superano determinati limiti di dimensioni e fatturato devono affidarsi a team per gestire le comunicazioni, le vendite, o il servizio clienti e se rientri in questa casistica devi ricordarti di un concetto fondamentale: le persone che rappresentano la tua azienda sono, agli occhi del cliente, la tua azienda. 

Per loro, quella singola interazione può essere l’unico modo per “conoscerti”. È importante comprendere che ogni parola, ogni gesto, e ogni click sul tuo sito web ha il potere di influenzare l’idea che si fanno del tuo brand. E come spesso accade nella psicologia umana, le prime impressioni sono dure a morire (effetto Primacy per gli appassionati di psicologia del consumatore e bias cognitivi).

Se vuoi che i tuoi clienti abbiano un’immagine del tuo e-commerce come la tua, devi garantire che la comunicazione sia allineata con il tuo pensiero imprenditoriale, che i valori che intendi trasmettere siano percepiti in modo coerente e positivo. In altre parole devi assicurarti che la “punta dell’iceberg” sia abbastanza solida da riflettere la forza e la stabilità della tua impresa.

Formazione e metodo del team assistenza

Quando hai acquistato qualcosa online per quale motivo (se lo hai fatto), hai contattato l’assistenza cliente? Sicuramente avevi bisogno di informazioni o hai avuto qualche problema con l’ordine. 

Magari hai atteso il pacco con impazienza, ma qualcosa è andato storto. Forse l’articolo è danneggiato o, peggio ancora, non è mai arrivato. 

In quel momento, non stai cercando solo una soluzione rapida, stai cercando qualcuno che capisca la tua frustrazione e che sia in grado di risolvere il problema con competenza e gentilezza.

É proprio per fare in modo che il team di assistenza clienti sia in grado di risolvere problema con competenza e gentilezza che la formazione gioca un ruolo fondamentale.

La formazione non si limita a fornire informazioni tecniche di base, dettagli dei prodotti o dei processi operativi. Il personale deve essere messo in grado di reagire e interagire in modo efficace con i clienti, anche nelle situazioni più difficili. Gli script rappresentano un valido supporto ma non sono sufficienti. 

A riguardo ti ricordi la sensazione di parlare con qualcuno che ti risponde cose che non riguardano la conversazione che state facendo? 

Non da proprio la sensazione di essere ascoltati! Una buona assistenza assistenza clienti è in grado di adattarsi alle situazioni, rispondere tatto e grazie a competenze in intelligenza emotiva, coaching, pnl ed altre discipline di comunicazione e crescita personale comprendere lo stato emotivo del cliente.

 

Tutto molto bello Alessandro, ma come posso realizzare questo a basso costo? Una domanda di questo tipo è proprio la causa per la quale probabilmente questo non si realizza. 

Si, sono pienamente consapevole dei costi e del conto economico, l’economia ed i conti aziendali sono stati il mio primo grande amore, ma ti domando se affideresti la cosa più importanza della tua azienda ad uno sconosciuto del quale non conosci il livello di formazione e se i suoi valori sono allineati con quelli dell’azienda. 

Conosco già la risposta. 

Ti voglio tranquillizzare, non servono seminari infiniti: a volte, brevi sessioni pratiche o simulazioni di situazioni reali possono preparare i tuoi collaboratori molto meglio di manuali complicati. 

Pensa alla formazione come un investimento costante, piuttosto che un evento isolato.

Altrettanto importante è riuscire a fornire tutto il supporto necessario al team che deve fornire supporto. Sembra un gioco di parole ma tra tutti i collaboratori aziendali, il customer care è quello che più necessità del supporto dell’imprenditore e del management. 

Deve essere incoraggiato e stimolato con empatia e professionalità, coltivare la loro crescita professionale ed umana, non limitando il loro ambito di intervento a soluzioni prestabilite ma incentivando anche iniziative e decisioni personali, rassicurandoli al tempo stesso che possono prendere decisioni.

Mi ricordo che una volta una persona che lavorava al reparto di assistenza clienti dell’e-commerce sotto la mia direzione, a causa di un cliente particolarmente aggressivo stava per mettersi a piangere.

Ricordo come fosse ieri il peso sullo stomaco che ho sentito, mi consideravo responsabile di quel malcontento e da quel giorno ho iniziato a parlare in modo diverso anche quando ero io il cliente, in fin dei conti siamo tutti umani, non ce lo dobbiamo dimenticare.

Comunque per rassicurarla mi misi accanto a lei, le chiesi il motivo della chiamata, cosa avrebbe fatto per risolverlo e le lasciai l’autonomia di decidere, spiegandole che rappresentava l’azienda e che l’avrei supportata qualsiasi decisioni avrebbe preso.

Non lavoriamo più insieme, ma da quel giorno si è creato un rapporto di fiducia e stima e ancora dopo molti anni nuovi suoi colleghi, con cui ha parlato di me, mi parlano con rispetto.

Quando parlo con imprenditori e manager di e-commerce, alla parola feedback iniziano a mostrare i primi segni di difficoltà. Questi segni lasciano spazio a imbarazzanti silenzio quando li contestualizzo all’attività di customer care. 

Quasi nessuno crea delle sessioni di feedback regolari per elaborare le richieste cliente ed in questo devo ammettere che le grandi aziende e le multinazionali sono più attente di e-commerce medio e piccoli.

Ma da dove nasce questa differenza? Un grande brand è diventato tale grazie ad investimenti milionari (ed a volte miliardari), nella costruzione della propria immagine. Cosa supponi succederebbe se improvvisamente Amazon, Ebay o Walmart iniziassero a trattare i propri clienti con superficialità e freddezza?

Questo piccolo fuori tema è per pregarti di prendere seriamente in considerazione l’assistenza clienti del tuo e-commerce, se lo fanno i brand che ti ho indicato, non credi ne valga davvero la pena?

Detto questo è importante creare momenti di confronto condivisi, lasciando la possibilità di esprimersi liberamente a tutti i membri del team, facendoli sentire coinvolti in un processo di miglioramento personale e aziendale.

Anche in questo caso ti voglio fare una precisazione, non lo devi fare tutti i giorni! (anche se in diverse situazioni che ho visto sarebbe stato più che necessario!)

Infine ricordati di premiarli per i successi! Non solo con una pacca sulla spalla ma con gratificazioni economiche, ovviamente sostenibili, e a riguardo voglio farti pensare ad un dettaglio. 

Le persone che lavorano possono svolgere il proprio lavoro in modi diversi, metterci più o meno impegno e fare le cose con più o meno passione. 

Se non vuoi vedere l’incentivo come un favore al tuo collaboratore o lo reputi un costo che non vuoi o che pensi di non poter sostenere,, vedilo allora come un investimento che fai per la tua azienda. 

Una persona motivata può fare la differenza per i risultati del tuo e-commerce.

 

Quali KPI per la soddisfazione dei clienti

Per misurare in modo accurato la soddisfazione del cliente nel contesto dell’e-commerce, ci sono alcune KPI particolarmente rilevanti: il Net Promoter Score (NPS), la Customer Satisfaction Score (CSAT) e la Customer Effort Score (CES). Ognuna di queste metriche offre una visione critica di aspetti diversi dell’esperienza del cliente.

Il loro monitoraggio costante è cruciale per ottenere un successo duraturo nel modello di business dell’e-commerce.

Net Promoter Score (NPS): questa KPI misura la probabilità che un cliente consigli il tuo brand ad altri. Si tratta di una metrica potente perché valuta  sia il grado di soddisfazione generale, che la lealtà a lungo termine del cliente. Un valore elevato indica che stai soddisfacendo i bisogni dei clienti, e  costruendo un rapporto di fiducia solido talmente solito che un cliente si sente fiducioso nel consigliati ad un conoscente.

Customer Satisfaction Score (CSAT): il CSAT è un’indicazione che misura  quanto i tuoi clienti siano soddisfatti di un’interazione o di un’esperienza specifica, come l’acquisto di un prodotto o l’assistenza ricevuta. Questa metrica è generalmente misurata subito dopo un’interazione (per esempio l’acquisto o la richiesta di assistenza) e fornisce un feedback immediato su ciò che ha funzionato e cosa deve essere migliorato.

La terza KPI di cui ti voglio parlare in questo articolo è il Customer Effort Score (CES): misura quanto sia stato “difficile” per un cliente completare una determinata azione, come risolvere un problema con il servizio clienti o completare un acquisto. Ridurre lo “sforzo” percepito da parte dei clienti è essenziale per migliorare la soddisfazione generale. É scontato che più facile è per un cliente interagire con il tuo e-commerce, maggiore sarà la probabilità che torni e raccomandi la tua azienda.

Perché ti parlo di KPI in questo articolo? Semplicemente perché voglio sentibilizzarti a migliorare sia in aspetti qualitativi e non misurabili, sia in aspetti che possono essere messi neri su bianco per capire quanto le azioni compiute migliorino l’esperienza degli utenti.

 

 

Image by freepik

Domande Guida

1. Le interazioni con i clienti rispecchiano i valori e la mission della mia azienda?

2. Il mio team di customer care è formato per affrontare situazioni difficili in modo empatico ed efficace?

3. Come posso migliorare la coerenza tra il mio pensiero imprenditoriale e ciò che i clienti percepiscono attraverso i punti di contatto digitali?

4. Sto monitorando le giuste KPI per comprendere la soddisfazione dei miei clienti?

5. Il mio team ha l’autonomia necessaria per prendere decisioni rapide e risolvere i problemi dei clienti?

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